Le reazioni internazionali all’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran

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AgenPress. Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un accordo di pace preliminare su tutti i fronti, Libano compreso, per porre fine alla guerra scoppiata in Medio Oriente il 28 febbraio e riaprire lo Stretto di Hormuz, di importanza strategica.

Di seguito viene riportato un riepilogo delle principali reazioni a livello internazionale finora registrate.

Nazioni Unite

“Questo è un passo cruciale verso una risoluzione pacifica del conflitto”, ha sottolineato il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, secondo un comunicato stampa diffuso dal suo portavoce Stephane Dujarric, cogliendo l’occasione per ringraziare i vari Paesi per il loro ruolo di mediazione, a cominciare dal Pakistan.

Francia

“L’obiettivo sarà quello di vedere le conseguenze di questo accordo, il sostegno al Libano, la riapertura definitiva dello Stretto di Hormuz e, ovviamente, la conclusione di un accordo sul programma nucleare e missilistico balistico iraniano”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron in un video pubblicato su Instagram dopo il suo arrivo a Evian, sulle rive del Lago di Ginevra, dove oggi inizia il vertice del G7.

Verranno inoltre esaminate “le modalità e i mezzi per diversificare le rotte di esportazione energetica dalla regione al fine di ridurre la nostra dipendenza” e, di conseguenza, “le conseguenze (di qualsiasi nuova) crisi in Medio Oriente sulle nostre economie”, ha aggiunto.

Gran Bretagna

“Mi congratulo con il presidente Trump e con i mediatori del Pakistan, del Qatar e di altri Paesi per aver contribuito a questo progresso decisivo. Da tempo chiedevamo una de-escalation e questo è esattamente il progresso che speravamo di vedere”, ha commentato il Primo Ministro Keir Starmer.

“Ora l’attenzione deve concentrarsi sulla piena attuazione del memorandum d’intesa per garantire che lo stretto venga riaperto e rimanga completamente e permanentemente aperto, nonché per definire i dettagli dell’accordo sul programma iraniano di energia nucleare”, ha aggiunto.

Turchia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato, in un messaggio diffuso tramite X, “la necessità di evitare qualsiasi retorica, provocazione e azione che possa aggravare le tensioni nel periodo che precede la firma dell’accordo” e di essere “vigile contro possibili atti di sabotaggio”.

Qatar

Il Ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha espresso il suo “pieno sostegno a tutti gli sforzi e le iniziative volte a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione”.

Giappone

La premier giapponese Sanae Takaichi ha affermato di auspicare che “la navigazione libera e sicura sia effettivamente garantita nello Stretto di Hormuz” e che “si raggiunga al più presto un accordo definitivo sulla questione nucleare iraniana e su altre questioni”.

Australia

Il governo australiano ha sottolineato la necessità di continuare a esercitare “autocontrollo” e a condurre un “dialogo costruttivo” per garantire una pace duratura.

“L’Iran deve affrontare le preoccupazioni di lunga data relative al suo programma di energia nucleare e alla minaccia che esso rappresenta per la sicurezza internazionale”, hanno affermato il Primo Ministro Anthony Albanese e il Ministro degli Esteri Penny Wong in una dichiarazione congiunta.

Nuova Zelanda

Il Primo Ministro neozelandese Christopher Luxon ha espresso soddisfazione tramite X, in particolare per l’apertura dello Stretto di Hormuz, che, a suo dire, “contribuirà a ripristinare rotte commerciali stabili, a garantire il flusso di carburante e a mantenere in movimento la nostra economia”.

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