AgenPress. Alberto Stasi lascia il carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza presentata dalla difesa, concedendo all’uomo condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi l’affidamento in prova ai servizi sociali. Stasi, che stava già scontando la pena in regime di semilibertà, potrà ora proseguire l’esecuzione della condanna all’esterno dell’istituto penitenziario, nel rispetto delle prescrizioni previste dalla misura alternativa.
La decisione è arrivata dopo il parere favorevole della Procura generale di Milano, che ha valutato positivamente il percorso intrapreso dal detenuto, la sua condotta durante gli anni trascorsi nel carcere di Bollate e le relazioni degli operatori che ne hanno seguito il percorso di reinserimento.
Per Stasi si tratta di un passaggio significativo dopo oltre dieci anni di detenzione. Già dal 2025 gli era stata concessa la semilibertà, che gli consentiva di uscire dal carcere per motivi di lavoro e rientrare in istituto al termine della giornata. Con l’affidamento in prova ai servizi sociali la pena continuerà a essere eseguita fuori dal carcere, sotto il controllo dell’autorità giudiziaria competente.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza riguarda esclusivamente il percorso di esecuzione della pena e non ha alcun collegamento con gli sviluppi giudiziari relativi al delitto di Garlasco. L’eventuale procedimento di revisione della condanna seguirà infatti un percorso autonomo e separato. La difesa di Stasi ha già annunciato l’intenzione di presentare una specifica istanza per chiedere la revisione del processo alla luce degli sviluppi investigativi degli ultimi mesi.
Il caso Garlasco continua dunque a occupare il centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Mentre proseguono gli approfondimenti legati alle nuove indagini, la decisione del Tribunale di Sorveglianza segna una nuova fase nella vicenda personale di Alberto Stasi, che sconterà il residuo della pena fuori dal carcere nell’ambito del programma di affidamento ai servizi sociali.
