AMSI-UMEM-CO-MAI-UXU: No all’islamofobia e al razzismo. Difendiamo l’Italia del dialogo, dell’inclusione e del rispetto reciproco

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Aodi: “Non si possono utilizzare religione e immigrazione per alimentare scontri politici. La diversità è una ricchezza e il dialogo resta l’unica strada per costruire un’Italia più forte e unita”


AgenPress. Le offese rivolte alla comunità musulmana andate in onda sabato a Roma hanno riacceso il dibattito sul rispetto delle differenze religiose, sulla qualità del confronto pubblico e sulla necessità di contrastare ogni forma di discriminazione e linguaggio d’odio.

Su quanto accaduto riflettono l’AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali, l’UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-Mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia l’AISC NEWS – Agenzia Mondiale Senza Confini, il Movimento Internazionale Uniti per Unire con il nuovo Comitato Politico Internazionale Uniti per Unire, che esprimono preoccupazione per il crescente utilizzo di temi religiosi e migratori come strumenti di scontro politico.
Interviene il professor Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata e fondatore del Movimento Uniti per Unire.

«Conosciamo un’Italia migliore. Un’Italia che dal 1995 lavora per il dialogo, l’integrazione e la cooperazione internazionale. Per questo riteniamo grave ogni tentativo di trasformare una religione o una comunità in un bersaglio politico. Non si può utilizzare l’immigrazione né la fede religiosa per alimentare divisioni e campagne elettorali. Bisogna intensificare il dialogo tra le generazioni e la cooperazione internazionale. Non possiamo permettere a nessuno di offendere religioni e culture altrui. La diversità è una ricchezza».

DIFENDERE IL DIALOGO E NON LA CONTRAPPOSIZIONE
Secondo Aodi, il rischio è quello di compromettere anni di lavoro costruiti sul confronto tra culture e comunità diverse.
«Diciamo con forza no all’islamofobia, no all’antisemitismo, no al razzismo religioso e no a qualsiasi discriminazione contro gli immigrati. L’Italia non è l’odio che qualcuno prova a rappresentare. L’Italia reale è quella che ogni giorno costruisce ponti, favorisce l’inclusione e valorizza le differenze come opportunità».
«Dal 2000 portiamo avanti il Manifesto per una Buona Immigrazione e una Buona Sanità Internazionale, lavorando concretamente per favorire integrazione, professionalità qualificate e partecipazione attiva alla vita del Paese. Non si può rimettere tutto in discussione per fini politici ed elettorali, alimentando una gara a chi spara di più contro i musulmani e contro i migranti. Stiamo dando un’immagine sbagliata dell’Italia all’estero con queste offese. Non possiamo cancellare questo patrimonio per inseguire polemiche o interessi di parte».
La rete associativa ricorda inoltre come AMSI e Uniti per Unire abbiano contribuito negli anni a promuovere politiche legate all’immigrazione qualificata, all’integrazione, alla programmazione dei flussi e alla valorizzazione delle professionalità straniere, costruendo percorsi concreti di inclusione insieme alle associazioni e alle comunità aderenti presenti sul territorio nazionale.

UN ESEMPIO CONCRETO: IL DIALOGO INTERRELIGIOSO
La rete associativa ricorda come negli anni siano state promosse numerose iniziative dedicate all’incontro tra comunità e confessioni religiose differenti, tra cui il progetto “Cristiani in Moschea”, realizzato l’11 settembre 2016.
«La conoscenza reciproca resta il miglior antidoto contro il pregiudizio. Quando ci si incontra e si dialoga diminuiscono le paure e cresce il rispetto. È questa la strada che dobbiamo continuare a percorrere».

UN APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ
Aodi conclude lanciando un appello alle istituzioni, alla politica e al mondo dell’informazione.
«Il mio appello a tutti i partiti politici è alla responsabilità e all’unità per difendere gli italiani. Noi lavoriamo tutti quanti insieme, italiani e italiane di origine straniera, per l’Unione per l’Italia, attraverso il Manifesto che sarà proposto a tutte le comunità e alle associazioni italiane di origine straniera. Serve più responsabilità e meno propaganda. Dobbiamo lavorare insieme per un’Italia più forte, più sicura e più unita. Il nostro obiettivo resta quello indicato dal Manifesto politico “Unione per l’Italia”: costruire un Paese capace di valorizzare tutte le sue energie migliori, italiane e di origine straniera, nell’interesse delle nuove generazioni e del bene comune».
La rete associativa e i movimenti aderenti chiedono infine che venga fermata ogni forma di strumentalizzazione capace di alimentare tensioni sociali e ribadiscono il proprio impegno per un modello fondato su rispetto reciproco, integrazione, sicurezza, dialogo interreligioso e cooperazione internazionale, lavorando insieme per un Paese più giusto, sicuro e inclusivo per le nuove generazioni.

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