AgenPress. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha coordinato un’articolata attività di indagine delegata alla Tenenza della Guardia di Finanza di Anagni, conclusasi con l’emissione, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari – confermato dal Tribunale del Riesame – di un decreto di sequestro preventivo di crediti d’imposta per un valore complessivo di € 9.327.961,10.
Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato un sistema fraudolento, caratterizzato da una condotta sistematica e consapevole finalizzata all’indebita percezione di incentivi statali nel settore edilizio, con ipotesi di truffa ai danni dello Stato, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni e false attestazioni. In particolare, gli accertamenti, condotti su numerosi cantieri, hanno rilevato significative difformità tra quanto dichiarato nei SAL e quanto effettivamente realizzato, riconducibili a un general contractor con sede in Roma, attivo nella gestione di circa 35 cantieri nell’Italia centro-meridionale, a partire dall’introduzione del Superbonus 110%.
L’indagine, svolta con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza di Roma e del Gruppo della Guardia di Finanza di Frosinone, ha accertato che la società, operante nel Superbonus, ha maturato tra il 2021 e il 2024 crediti d’imposta per oltre 30 milioni di euro, di cui circa 15 milioni ritenuti illegittimi. Infatti, gli accertamenti svolti attraverso l’analisi della documentazione contabile, querele, sopralluoghi e dichiarazioni testimoniali hanno evidenziato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti o solo parzialmente eseguite. Le perizie tecniche hanno inoltre confermato la mancata esecuzione di opere fatturate. Parallelamente, sono emersi rapporti finanziari del General Contractor con un subappaltatore che ha ammesso la fittizietà di fatture per circa 5 milioni di euro.
Sulla base del quadro probatorio, il G.I.P. di Roma ha, quindi, disposto il sequestro preventivo dei crediti d’imposta, per il rischio di cessione a terzi. Sono state deferite all’A.G. n. 3 persone.
L’attività si inserisce in un più ampio contesto investigativo, nell’ambito del quale il Reparto operante, su delega dell’Autorità Giudiziaria, ha esaminato la regolarità di oltre 900 appalti riconducibili al Superbonus, coinvolgendo più di 5.000 persone fisiche quali beneficiarie dei crediti d’imposta, per un ammontare complessivo di indebite agevolazioni stimato in circa 213 milioni di euro, di cui circa 37 milioni già sottoposti a sequestro, oltre a 13 milioni bloccati/cancellati dalle Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate.
