AgenPress. Colpo di scena nella politica britannica. Il primo ministro e leader del Partito Laburista, Keir Starmer, ha annunciato le proprie dimissioni, aprendo una fase di profonda incertezza a Westminster e una corsa alla successione che vede già in pole position Andy Burnham.
Starmer ha spiegato di aver preso la decisione dopo settimane di pressioni interne e un progressivo crollo del consenso nei confronti del governo laburista. Nel suo intervento, il premier ha riconosciuto di non essere più la figura più adatta a guidare il partito verso le prossime elezioni generali previste per il 2029, promettendo comunque una transizione ordinata e la scelta di un nuovo leader entro settembre.
La crisi è maturata dopo le pesanti sconfitte subite dai Labour nelle recenti consultazioni locali e regionali, che hanno alimentato il malcontento tra deputati e militanti. Nelle ultime settimane erano aumentate le richieste di un cambio al vertice, culminate con la vittoria di Burnham in un’importante elezione suppletiva che ha rafforzato la sua posizione all’interno del partito.
Poche ore dopo l’annuncio di Starmer, Burnham ha ufficializzato la propria candidatura alla leadership laburista. «Keir ha servito il Paese in un momento estremamente difficile e gli va riconosciuto il merito del lavoro svolto», ha dichiarato. L’ex sindaco di Manchester ha indicato come priorità la crescita economica, il costo della vita, il rilancio dei servizi pubblici e nuove opportunità per le giovani generazioni.
La strada verso la leadership potrebbe essere meno accidentata del previsto. L’ex ministro della Salute Wes Streeting ha infatti annunciato che non si candiderà, invitando il partito a sostenere Burnham per evitare divisioni interne. Una scelta che rafforza ulteriormente l’ipotesi di una successione rapida e condivisa.
Dall’opposizione, il leader di Reform UK Nigel Farage ha colto l’occasione per chiedere il ritorno alle urne. Secondo Farage, l’eventuale arrivo di un nuovo premier senza un passaggio elettorale rappresenterebbe una mancanza di legittimazione popolare e renderebbe necessarie elezioni anticipate.
Le dimissioni di Starmer segnano la fine di un’esperienza di governo durata meno di due anni dal trionfo elettorale del 2024. Un epilogo inatteso per il leader che aveva riportato i Labour al potere dopo quattordici anni di opposizione, ma che non è riuscito a consolidare il consenso davanti alle difficoltà economiche, alle tensioni interne e alla crescente avanzata delle forze populiste.
Ora gli occhi sono puntati sulla successione. Se Burnham riuscirà a raccogliere il sostegno necessario all’interno del partito, il Regno Unito potrebbe presto avere il suo settimo primo ministro nell’arco di appena un decennio, un dato che testimonia la persistente instabilità della politica britannica nell’era post-Brexit.
