Il sindaco di Ravenna sostiene l’iniziativa parlamentare per il riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani e apprezza l’impegno della Fondazione Insigniti OMRI, da cui ha preso avvio il percorso sfociato nel disegno di legge costituzionale n. 1901, già sottoscritto da senatori appartenenti alla quasi totalità dei gruppi parlamentari
AgenPress. «Sono favorevole a integrare l’articolo 12 della Costituzione riconoscendo al Canto degli Italiani la stessa valenza costituzionale che i Padri e le Madri Costituenti hanno attribuito al Tricolore. L’Inno è patrimonio di tutti gli italiani: è un simbolo di unità, identità e appartenenza alla Repubblica. Il suo inserimento nella Carta rappresenterebbe una garanzia di tutela rispetto alle contingenze delle maggioranze politiche del momento e un riconoscimento di pari dignità rispetto al Tricolore, al quale si affianca in tutte le principali manifestazioni della Repubblica».
Con queste dichiarazioni il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha espresso il proprio convinto sostegno al percorso di riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, intervenendo alla riunione degli iscritti del Comitato provinciale di Ravenna della Fondazione Insigniti OMRI, svoltasi alla presenza del Prefetto di Ravenna, Raffaele Ricciardi, delle autorità locali e dei rappresentanti della Fondazione residenti in Romagna.
Nel corso del suo intervento il sindaco ha inoltre manifestato il proprio apprezzamento per l’attività svolta dalla Fondazione Insigniti OMRI, dal suo Presidente, Prefetto Francesco Tagliente, e dal Comitato provinciale di Ravenna, presieduto dal Prefetto Maria Guia Federico con il vicepresidente Cavaliere Pasquale Iacovella, riconoscendo il lavoro «serio, costante e istituzionale» portato avanti negli anni a sostegno dell’iniziativa.
Le dichiarazioni del primo cittadino ravennate si inseriscono nel percorso promosso dalla Fondazione Insigniti OMRI per il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale, culminato nella presentazione del disegno di legge costituzionale n. 1901, di iniziativa della senatrice Susanna Donatella Campione e già sottoscritto da senatori appartenenti alla quasi totalità dei gruppi parlamentari.
Il tema è stato al centro del convegno svoltosi il 22 giugno nella Sala Koch del Senato della Repubblica, dedicato al riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani, attualmente all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Nel corso dei lavori sono stati letti i messaggi di motivato sostegno all’inserimento dell’Inno nazionale nell’articolo 12 della Costituzione inviati dai Ministri Giuseppe Valditara, Matteo Piantedosi e Luca Ciriani. Sono inoltre intervenuti il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Andrea De Priamo, il Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, il Presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante e il Presidente della Fondazione Insigniti OMRI, Prefetto Francesco Tagliente.
Particolarmente significativo è stato anche il sostegno espresso da Luciano Violante, già Presidente della Camera dei deputati. Le sue considerazioni confermano come il riconoscimento costituzionale del Canto degli Italiani possa rappresentare un punto di incontro tra culture politiche diverse, perché fondato non su logiche di appartenenza, ma sulla comune esigenza di completare il sistema dei simboli della Repubblica. «Bandiera e Inno sono due strumenti di identità», ha affermato Violante, aggiungendo di «non vedere alcuna ragione per opporsi a un’iniziativa di questo genere». Un intervento che conferisce ulteriore autorevolezza a un percorso istituzionale caratterizzato da un consenso sempre più ampio.
Le dichiarazioni del sindaco di Ravenna confermano come il riconoscimento costituzionale dell’Inno nazionale stia raccogliendo consensi ben oltre l’ambito parlamentare. L’adesione di amministratori locali, insieme al sostegno espresso da autorevoli personalità delle istituzioni e del mondo costituzionale, testimonia il carattere unitario dell’iniziativa e la sua capacità di unire sensibilità politiche e culturali diverse attorno al comune obiettivo di completare il sistema dei simboli della Repubblica.
