AgenPress. Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riportano al centro dell’attenzione la posizione di Andrea Sempio e, in particolare, il discusso scontrino del parcheggio di Vigevano che per anni ha rappresentato uno degli elementi a sostegno del suo alibi.
A intervenire è stata la madre di Sempio, che ha ricostruito quanto accaduto la mattina del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. La donna ha dichiarato che il figlio, quella mattina, si trovava inizialmente al bar e ha spiegato anche le ragioni che l’hanno portata a conservare il biglietto del parcheggio, riconoscendo di aver commesso quello che oggi definisce un errore.
Secondo il suo racconto, fu lei a suggerire al figlio di conservare quel documento dopo aver appreso che i carabinieri avrebbero potuto chiedergli dove si trovasse il giorno dell’omicidio. Una decisione che, a distanza di quasi due decenni, è tornata al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Pavia.
Tra le ipotesi investigative al vaglio degli inquirenti c’è infatti anche quella secondo cui sarebbe stata proprio la madre di Andrea Sempio a staccare il tagliando del parcheggio di Vigevano. Si tratta dello scontrino che, per 18 anni, ha costituito uno degli elementi dell’alibi del 37enne.
Il ticket del parcheggio, valido per un’ora, riporta l’orario delle 10.18 del 13 agosto 2007. Il documento venne consegnato agli investigatori nell’ottobre 2008, in occasione del secondo interrogatorio di Andrea Sempio. L’obiettivo era dimostrare che il giovane, all’epoca diciannovenne, si fosse recato a Vigevano con l’intenzione di acquistare alcuni libri in una libreria, trovandola però chiusa.
Le verifiche della Procura di Pavia mirano ora a chiarire le modalità con cui quel biglietto venne conservato e prodotto agli investigatori, oltre a verificarne il reale valore ai fini della ricostruzione degli spostamenti di Sempio nella mattinata del delitto.
Al momento, l’ipotesi che sia stata la madre a ritirare il ticket rappresenta uno degli elementi oggetto di approfondimento investigativo e non costituisce un accertamento definitivo. Le indagini sono tuttora in corso e dovranno stabilire se il documento possa ancora essere considerato un elemento attendibile per la ricostruzione dei fatti oppure se debba essere rivalutato alla luce dei nuovi accertamenti.
