AgenPress. Oggi, intervenendo alla Direzione Nazionale di Unione Cristiana riunita a Roma alle ore 18.00, in Via Gualtiero Serafino, il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò ha richiamato la politica a recuperare una “visione lunga”, radicata nei valori e nella speranza.
Prendendo spunto dal Vangelo di Matteo, capitolo 22, versetti 23-33, il Senatore ha offerto una riflessione sul dibattito di Gesù con i Sadducei sul tema della risurrezione, per indicare una bussola etica e culturale per l’impegno pubblico di oggi.
«I Sadducei si avvicinano a Gesù non per cercare la verità, ma per metterlo alla prova con un caso limite, con un calcolo giuridico. Vogliono dimostrare che la risurrezione è assurda perché la imprigionano nella logica di questa terra: di chi sarà moglie quella donna?
È la tentazione di sempre: ridurre il mistero a una formula, ridurre Dio alle nostre convenienze.
Gesù smaschera subito l’errore: Voi siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio».
Per il Senatore Scilipoti quella risposta attraversa i secoli e interpella direttamente la politica:
«Noi oggi rischiamo lo stesso errore dei Sadducei. Riduciamo tutto alle nostre categorie: al sondaggio, all’interesse di parte, al calcolo del potere, al breve periodo.
Misuriamo perfino il senso della vita con il metro dei beni, del possesso, del dominio.
Ma Cristo ci ricorda che alla risurrezione non si prende né moglie né marito. Si diventa come angeli.
Cioè si entra in una relazione piena, libera, gratuita. Senza gelosie, senza proprietà, senza paura di perdere».
Il cuore della risposta di Gesù è una sola affermazione: Dio non è dei morti, ma dei viventi.
«Se Dio è il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, significa che loro vivono. L’alleanza con Dio vince la morte.
Questo cambia tutto. Un popolo e una classe dirigente che credono nella risurrezione non sono rassegnati, non sono cinici.
Sono un popolo che ha il coraggio della speranza. Che non ha paura di perdere oggi, perché sa di essere già amato e atteso domani».
Conclude Scilipoti Isgrò:
«In un tempo segnato dall’insicurezza, dall’individualismo e dalla liquidità dei valori, la fede nella risurrezione ci ricorda due verità semplici ma rivoluzionarie:
La vita ha un senso che va oltre l’utile. Non siamo fatti solo per produrre e consumare. Siamo fatti per amare e per lasciare un’eredità.
Il servizio vale più del dominio. Se saremo “come angeli”, saremo liberi di servire senza possedere, di costruire senza calcolare.
La politica e la società hanno bisogno di uomini e donne “risorti”: persone che vivono già ora con lo sguardo lungo, con autenticità, con rettitudine di coscienza.
Persone che sanno che l’ultima parola non è la tomba, ma la vita. E che per questo hanno il coraggio di scegliere il bene comune anche quando costa».
Lo comunica in una nota l’Ufficio Stampa del Sen. Domenico Scilipoti Isgrò.
