L’esempio di Crispiano. Un nome restituito alla storia

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Fondazione Insigniti OMRI: l’intitolazione a Crispiano di una scalinata ad Abramo Tamburrano, tra i 136 italiani caduti a Marcinelle, diventa l’occasione per una riflessione sul valore della memoria, della dignità del lavoro e della responsabilità civile


AgenPress. Fra pochi giorni, l’8 agosto, ricorrerà il settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana e del lavoro in Europa.

Sin dal mese di ottobre dello scorso anno, in occasione dell’annuncio della visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Marcinelle, la Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ha avviato un percorso di approfondimento dedicato al significato storico, civile e istituzionale di quella tragedia.

Nell’ambito di questa iniziativa, la Fondazione ha affidato a Costantino Del Riccio, Presidente del Comitato consultivo per la comunicazione istituzionale e già Vicario del Direttore dell’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica, la riflessione dal titolo «Marcinelle: dal sacrificio dei minatori alla coscienza europea. La memoria nelle parole dei Presidenti della Repubblica». Un contributo che ricostruisce il filo della memoria repubblicana attraverso le testimonianze dei Presidenti della Repubblica e richiama il valore permanente del sacrificio dei minatori quale patrimonio della coscienza civile nazionale ed europea. La pubblicazione è stata inserita nella rassegna stampa nazionale del Ministero dell’Interno e nella rassegna generale della Presidenza della Repubblica, a testimonianza dell’interesse istituzionale suscitato dal tema.

Quella riflessione trova oggi una concreta e significativa testimonianza proprio a Crispiano, dove il prossimo 8 agosto avrò l’onore di partecipare, su invito del Sindaco Luca Lopomo e degli organizzatori, alla cerimonia nel corso della quale sarà intitolata una scalinata ad Abramo Tamburrano, uno dei 136 italiani che persero la vita nel disastro del Bois du Cazier.

Questa significativa iniziativa è stata resa possibile anche grazie al paziente lavoro di ricerca storica svolto da Michele Vinci, che con passione e rigore ha ricostruito la vicenda umana di Abramo Tamburrano, recuperandone documenti, testimonianze e memoria. Un contributo prezioso, al quale si è affiancata la costante attenzione della Prefettura di Taranto e, in particolare, del Viceprefetto dottoressa Adriana Famà dirigente dell’Area II per gli enti locali e i servizi elettorali, che ha seguito con grande sensibilità le procedure amministrative necessarie per fare piena luce su una vicenda che meritava da tempo di essere riportata all’attenzione della comunità e delle istituzioni.

Tra i 262 minatori che morirono a quasi mille metri di profondità c’era infatti anche un figlio di quella comunità pugliese, partito, come tanti altri italiani, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore per la propria famiglia.

L’intitolazione di una scalinata può apparire un gesto semplice. In realtà rappresenta molto di più. Significa restituire un nome, un volto e una storia a chi ha contribuito, con il proprio sacrificio, alla ricostruzione dell’Europa. Significa ricordare alle giovani generazioni che dietro i diritti di cui oggi godiamo vi sono uomini e donne che hanno pagato un prezzo altissimo.

La memoria acquista il suo significato più autentico quando non rimane confinata nelle celebrazioni ufficiali, ma entra nella vita delle comunità, nei luoghi che si attraversano ogni giorno, nei nomi che continuano a parlare alle nuove generazioni.

Per questo considero la cerimonia di Crispiano un momento di grande valore civile. Non riguarda soltanto una comunità locale, ma richiama una pagina della storia nazionale che appartiene a tutti gli italiani.

Marcinelle continua infatti a ricordarci che il lavoro non può mai essere separato dalla dignità della persona e dalla sicurezza. A distanza di settant’anni, mentre ancora oggi le cronache registrano incidenti mortali nei luoghi di lavoro, quel sacrificio continua a interrogarci e a richiamare la responsabilità delle istituzioni, delle imprese e dell’intera società.

Nel corso della storia repubblicana, tutti i Presidenti della Repubblica hanno custodito quella memoria come patrimonio della Nazione, contribuendo a trasmetterne il significato alle generazioni successive. È una continuità istituzionale che testimonia come il ricordo di Marcinelle non appartenga soltanto al passato, ma costituisca ancora oggi un riferimento morale per il presente.

La Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana avverte con particolare intensità questo dovere. Promuovere la cultura delle istituzioni significa anche custodire le pagine della nostra storia che hanno contribuito a costruire la coscienza della Repubblica.

Per questo sarò a Crispiano l’8 agosto: per rendere omaggio ad Abramo Tamburrano e, attraverso lui, a tutti i minatori italiani che non fecero più ritorno a casa. Ma soprattutto per testimoniare che la memoria non è un esercizio rivolto al passato. È un impegno verso il futuro.

Ogni comunità che sceglie di ricordare uno dei propri figli, come sta facendo Crispiano, contribuisce a rafforzare il patrimonio morale dell’intero Paese. È proprio da gesti come quello che Crispiano si appresta a compiere che la memoria continua a trasformarsi in coscienza civile, educazione delle giovani generazioni e fiducia nei valori della Repubblica.

*Lo scrive il Prefetto Francesco Tagliente Presidente della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana sul sito della Fondazione 

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