Tagliente: 2.000 rose all’uncinetto, quasi 200 donne e un’unica grande opera: a Crispiano la passione delle Uncinettine è diventata un simbolo dei Giochi del Mediterraneo e una straordinaria storia di comunità
AgenPress. “Il grande logo dei Giochi del Mediterraneo, che accoglie gli atleti davanti al Centro per il Tiro con l’Arco di Crispiano, è un’opera collettiva realizzata dalle Uncinettine del paese: quasi 200 donne che, lavorando insieme, hanno dato forma a 2.000 rose all’uncinetto, assemblate fino a comporre il simbolo dei Giochi. Un lavoro paziente, fatto di fili, colori, mani e tempo, che ha trasformato una semplice tecnica artigianale in un’opera capace di raccontare una comunità.
È da qui che nasce la storia che avevo raccontato nei giorni scorsi e che oggi si arricchisce delle voci delle sue protagoniste. Perché dietro quelle 2.000 rose non c’è soltanto la bellezza del risultato finale, ma una storia di amicizia, collaborazione e partecipazione. E sono proprio le donne che l’hanno realizzata a raccontarla davanti alle telecamere di RaiNews24, giunta a Crispiano con Novella Calligaris, inviata per i Giochi del Mediterraneo. La sua presenza assume un significato particolare anche per il legame con la Fondazione Insigniti OMRI, di cui Novella Calligaris è cofondatrice, oltre che per la sua lunga esperienza nel giornalismo e nello sport.
Con lei, a raccontare questa storia, c’erano il sindaco e altre figure rappresentative del territorio, insieme a Fabio Mancini, modello italiano tra i volti più rappresentativi della moda internazionale, che ha voluto condividere questo momento davanti al grande logo realizzato dalle Uncinettine.

A dare voce alle circa 200 donne che hanno partecipato alla realizzazione dell’opera c’erano Filomena Basile, Antonietta Critelli, Antonella Castellano, Paola Palmisano, Annamaria Console, Lilly Bello ed Eugenia Simonetti, componenti del gruppo guida delle Uncinettine di Crispiano.
Sette donne, sette storie personali che diventano la voce di una comunità più grande. Un’esperienza nata dalla voglia di stare insieme, cresciuta attraverso la passione per l’uncinetto e diventata, nel tempo, una straordinaria storia di partecipazione, amicizia e condivisione.
Il logo dei Giochi non è soltanto un’opera di lana e colori. È il segno concreto di ciò che può accadere quando una comunità decide di mettere insieme tempo, creatività, capacità e passione. Ogni rosa è stata realizzata da una mano diversa; messe insieme, quelle 2.000 rose hanno composto un’immagine unica.
Ed è forse questa la parte più bella della storia delle Uncinettine: la loro opera si guarda, ma prima ancora si ascolta. Perché dietro ogni rosa c’è una persona, dietro ogni filo c’è un gesto di partecipazione e dietro quelle 2.000 rose c’è una comunità.

Una comunità che oggi, attraverso il racconto di RaiNews24 e di Novella Calligaris, può far conoscere oltre Crispiano non soltanto la sua opera, ma soprattutto la forza silenziosa di tante donne che, lavorando insieme, hanno trasformato 2.000 piccole rose in un grande simbolo di appartenenza.
Perché, alla fine, il vero capolavoro delle Uncinettine non è soltanto ciò che hanno realizzato. È ciò che sono riuscite a costruire insieme.”
È quanto scrive il Prefetto Francesco Tagliente, presidente della Fondazione Insigniti OMRI, sul sito della Fondazione.
