La Fondazione Insigniti OMRI esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Cavaliere Giovanni Roberti, a lungo appartenente alla Polizia di Stato e componente della Fondazione Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
AgenPress. Nel ricordo pubblicato sul sito della Fondazione, il Presidente, Prefetto Francesco Tagliente, ne sottolinea il lungo percorso professionale e umano, caratterizzato da un forte senso dello Stato, dalla fedeltà alla Polizia di Stato e dalla volontà di continuare a rendersi utile anche dopo la conclusione del servizio.
«Giovanni ha dedicato una parte importante della sua vita al servizio delle istituzioni, svolgendo per molti anni il proprio compito nella Questura di Roma con professionalità, coraggio e senso del dovere», ricorda Tagliente. Un impegno che, sottolinea il Presidente, «non si è concluso con il pensionamento»: Roberti aveva infatti continuato a sentirsi parte di quella comunità e a mettere a disposizione degli altri la propria esperienza, la propria curiosità e il proprio entusiasmo.
Particolarmente significativo, nel suo percorso, il rapporto con l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Giovanni Roberti era orgoglioso del riconoscimento ricevuto e di essere stato considerato benemerito della Repubblica dal Presidente della Repubblica. Un’onorificenza che aveva interpretato non soltanto come riconoscimento per quanto fatto, ma anche come responsabilità a continuare a servire il Paese in forme nuove.
È in questa prospettiva che va letto anche il suo ingresso nella Fondazione Insigniti OMRI, alla cui attività partecipava con convinzione. «Aveva trovato un luogo – scrive Tagliente – in cui continuare, in una stagione diversa della vita, il suo impegno per il Paese».
Una scelta pienamente coerente con il suo percorso. La partecipazione alla vita della Fondazione rappresentava infatti la prosecuzione naturale di una storia personale costruita attorno ai valori del servizio, della memoria e dell’impegno civile.

Tra le sue ultime occasioni di partecipazione alle attività della Fondazione, quella del 22 giugno 2026 nella Sala Koch del Senato della Repubblica, in occasione del convegno dedicato al riconoscimento della dignità costituzionale del Canto degli Italiani. Una presenza che oggi assume un valore particolare: un uomo della Polizia di Stato, attento custode della memoria dell’Istituzione, presente a un’iniziativa dedicata ai simboli e ai valori della Repubblica.
Nel messaggio di cordoglio, il Prefetto Tagliente affida anche alla memoria un ricordo personale, quello dell’ultimo incontro con Giovanni Roberti.
«Quando sono andato a trovarlo in ospedale, il 5 agosto, era provato fisicamente, ma lucidissimo. Abbiamo parlato a lungo e siamo tornati con la memoria agli anni trascorsi insieme nella Sala Operativa della Questura di Roma».
Un incontro nel quale riemersero ricordi, episodi e conversazioni di lavoro risalenti agli anni trascorsi insieme. «Oggi quella conversazione assume un significato particolare. Non sapevamo che sarebbe stata l’ultima».
È proprio questo ricordo personale a restituire la dimensione più autentica della figura di Roberti: quella di un uomo che, anche nelle diverse stagioni della vita, non aveva mai smesso di sentirsi parte di una comunità professionale e di un sistema di valori.
«Ci piace pensare – conclude il Presidente della Fondazione – che Giovanni abbia continuato fino all’ultimo a essere quello che era sempre stato: un uomo al servizio dello Stato, orgoglioso della propria appartenenza e desideroso, anche dopo il servizio, di continuare a essere utile al proprio Paese».
La Fondazione Insigniti OMRI si stringe con affetto alla famiglia e ai suoi cari, custodendo con gratitudine il ricordo di Giovanni Roberti e della sua lunga testimonianza di servizio alla Repubblica.
