Lo studente avrebbe avuto due debiti scolastici, uno dei quali da recuperare proprio oggi. La docente, ferita con un coltello, è stata dimessa dall’ospedale. «Gli voglio bene, vorrei abbracciarlo»
AgenPress. Una mattina di scuola trasformata in pochi istanti in un episodio di violenza. È accaduto all’istituto comprensivo Giovanni Verga, nel quartiere Centocelle, dove uno studente di 13 anni ha aggredito una docente durante le lezioni. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe prima utilizzato uno spray urticante e poi colpito l’insegnante con un coltello.
A interrompere l’aggressione sarebbe stato un altro studente, intervenuto per fermare il compagno. La docente è stata trasportata in ospedale e successivamente dimessa. Secondo quanto riferito dal figlio, avrebbe riportato tre ferite nella zona del fianco, senza lesioni agli organi interni.
Uno degli elementi più inquietanti emersi nelle ore successive riguarda il telefono e una telecamera. Secondo le prime informazioni di alcuni compagni, il tredicenne avrebbe predisposto un sistema per riprendere l’aggressione e avrebbe tentato di trasmettere le immagini attraverso una videochiamata.
I compagni hanno raccontato che il ragazzo sarebbe entrato in classe dopo essere passato dal bagno, dove avrebbe indossato un casco dotato di telecamera. La dinamica e l’eventuale destinazione delle immagini sono comunque oggetto degli accertamenti.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un collegamento con la situazione scolastica dello studente. I compagni hanno riferito che il ragazzo aveva ricevuto un’insufficienza e avrebbe avuto due debiti, uno dei quali da recuperare proprio nella giornata dell’aggressione.
Alcuni studenti hanno sostenuto che il voto fosse all’origine del gesto. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione riferita dai compagni e non di una motivazione già accertata dagli investigatori.
La dirigente scolastica ha descritto una comunità profondamente scossa e ha sottolineato la necessità di tutelare gli studenti, ricordando che si tratta di un minore. Secondo quanto riferito dalla scuola, prima dell’episodio non erano emersi particolari segnali di allarme: il ragazzo frequentava quell’istituto da anni e non avrebbe mai manifestato comportamenti che facessero prevedere un episodio di questo tipo.
A colpire, accanto alla gravità dell’aggressione, sono state anche le parole attribuite alla docente dopo quanto accaduto. Nonostante lo shock, l’insegnante avrebbe detto di voler bene al ragazzo e di desiderare persino di poterlo abbracciare.
Una reazione che restituisce la complessità di una vicenda nella quale vittima e aggressore appartengono alla stessa comunità scolastica. La donna, insegnante di lettere prossima alla pensione, è stata assistita in ospedale e poi ha fatto ritorno a casa.
Dopo l’aggressione gli studenti sono stati fatti uscire dall’istituto dal retro, mentre sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. La scuola ha chiesto riserbo e collaborazione, anche alla luce dell’età del ragazzo coinvolto.
L’episodio riaccende inoltre l’attenzione sul rapporto tra adolescenti, social network e contenuti violenti. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, commentando il caso, ha riferito che dalle prime informazioni il ragazzo era considerato tranquillo e senza particolari problematiche. Ha inoltre richiamato il tema dell’influenza dei social e dei contenuti violenti, proponendo una riflessione sull’accesso dei minori alle piattaforme digitali. Si tratta, in questo caso, di una posizione politica espressa dal ministro e non di una conclusione investigativa sulle cause dell’aggressione.
Restano ora da chiarire con precisione la dinamica dell’attacco, il ruolo della registrazione video e soprattutto che cosa abbia portato un tredicenne a compiere un gesto così grave contro la propria insegnante. Gli accertamenti dovranno distinguere ciò che è stato riferito dai compagni dagli elementi effettivamente verificati dagli investigatori.
