Messi, l’ultimo partita con l’Argentina: gol al Benin e un addio carico di emozione

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. «È stato un grandissimo orgoglio difendere questa maglia per oltre 20 anni. Non tornare più sarà un grande dolore». Con queste parole Lionel Messi ha salutato la nazionale argentina al termine della sua ultima partita con l’Albiceleste. Una notte speciale al Monumental di Buenos Aires, dove oltre 80 mila spettatori hanno accompagnato il capitano nell’ultimo atto della sua straordinaria avventura internazionale.

L’Argentina ha battuto il Benin 3-0 in un’amichevole organizzata anche per celebrare il congedo del numero 10. Dopo un primo tempo senza reti, la squadra di Lionel Scaloni ha sbloccato il risultato con Nicolás Otamendi, prima del raddoppio di Nicolás Paz. Poi, al 70’, è arrivato il momento più atteso: Messi si è presentato sul dischetto e ha trasformato il rigore con il suo mancino, firmando il 126° gol con la maglia della Selección.

Il gol è stato il modo perfetto per chiudere una storia cominciata nel 2005 e durata 21 anni. Una carriera in nazionale segnata da 208 presenze e 126 reti, ma soprattutto dalla conquista dei trofei che per anni erano sembrati irraggiungibili: la Copa América, la Finalissima e, soprattutto, il Mondiale del 2022.

Al termine della partita, Messi ha preso la parola davanti al pubblico del Monumental. L’emozione era evidente. Il fuoriclasse argentino ha ricordato il lungo percorso con la nazionale e ha definito un privilegio aver potuto indossare quella maglia per più di due decenni.

«È stato un grandissimo orgoglio per me difendere questa maglia», ha detto Messi, ringraziando compagni e tifosi. E poi la frase che più di ogni altra racconta il significato del suo addio: «Non tornare più sarà un grande dolore».

Il capitano ha anche ricordato il padre, scomparso nei mesi scorsi, e ha parlato di una giornata particolarmente difficile. «Oggi è il giorno più triste della mia carriera», ha spiegato, sottolineando però quanto sia stato importante condividere il viaggio con un gruppo di giocatori che ha definito una squadra di «guerrieri».

Il rapporto tra Messi e l’Argentina non è stato sempre semplice. Per anni il numero 10 ha dovuto convivere con le critiche e con le sconfitte nelle finali, prima di riuscire a spezzare la maledizione con il successo nella Copa América 2021. Da lì è iniziata una fase irripetibile: la Finalissima nel 2022, il trionfo al Mondiale in Qatar e un’altra Copa América nel 2024.

La notte del Monumental rappresenta dunque la conclusione di un percorso che ha trasformato il rapporto tra Messi e la nazionale. Il ragazzo che aveva debuttato nel 2005 lascia l’Albiceleste da campione del mondo e da miglior marcatore della sua storia.

Quando Messi ha lasciato il campo, il Monumental si è trasformato in una grande festa d’addio. La gente ha cantato per il capitano, mentre il cielo di Buenos Aires si è illuminato durante le celebrazioni organizzate per rendere omaggio alla sua carriera.

«Ora passerò dalla vostra parte», ha detto Messi rivolgendosi ai tifosi, spiegando che continuerà a sostenere la Selección come uno di loro. Una frase che chiude simbolicamente un’epoca: da protagonista assoluto a tifoso dell’Argentina.

La sua ultima partita è finita con una vittoria, un gol e un lungo abbraccio con il pubblico. Non poteva esserci finale più coerente per una storia durata più di vent’anni.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -