AgenPress. «Questo attacco non rimarrà senza risposta». È la dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo l’attacco che ha colpito Kramatorsk, nel Donbass. In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha annunciato una reazione ferma da parte dell’Ucraina e ha rivolto un nuovo appello alla comunità internazionale.
«La Russia sta cercando di distruggere ogni forma di vita nel Donbass ed è indispensabile una reazione da parte del mondo», ha scritto il presidente ucraino, chiedendo una risposta che, nelle sue parole, sia «ferma: esattamente ciò che i russi meritano per tutte le morti che hanno causato».
Secondo quanto riferito da alcune fonti, nell’attacco sono morte almeno 30 persone, mentre altre 18 sono rimaste ferite. Il presidente ucraino ha spiegato che i soccorritori e i medici stanno lavorando per salvare i feriti e che alcune delle vittime non sono ancora state identificate a causa della gravità delle lesioni. Nell’attacco sarebbero stati colpiti due minibus urbani, mentre edifici residenziali e veicoli sono stati danneggiati.
Un bilancio che, secondo le autorità ucraine, potrebbe ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore.
Le parole di Zelensky arrivano in un momento particolarmente drammatico per il Donbass, regione che da anni rappresenta uno dei principali teatri del conflitto. Il presidente ucraino lega direttamente l’attacco alla più ampia strategia militare russa nella regione e sostiene che l’obiettivo sia quello di colpire la popolazione e rendere sempre più difficile la vita quotidiana nei territori sotto attacco.
«Saremo fermi», è il messaggio politico lanciato da Kiev. Una formula che indica la volontà dell’Ucraina di non limitarsi alla denuncia dell’attacco, ma di preparare una risposta.
La portata concreta di questa risposta non è stata specificata nel messaggio di Zelensky. Resta quindi da capire quali saranno le decisioni militari e diplomatiche che seguiranno all’attacco.
Nel suo intervento, Zelensky non si è rivolto soltanto alla popolazione ucraina. Il presidente ha chiamato direttamente in causa il resto del mondo, sostenendo che di fronte alla gravità degli attacchi contro il Donbass sia necessaria una reazione internazionale.
La richiesta di Kiev torna così a concentrarsi su due fronti: da una parte il sostegno all’Ucraina nella sua capacità di difendersi, dall’altra la pressione internazionale sulla Russia affinché cessino gli attacchi contro le aree popolate.
Il presidente ucraino ha accompagnato le sue parole con un messaggio rivolto alle famiglie delle vittime. «Porgo le mie condoglianze a tutte le loro famiglie e ai loro cari», ha dichiarato, mentre i soccorritori continuano le operazioni sul luogo dell’attacco.
Kramatorsk è da anni una delle città simbolo della guerra nel Donbass. La sua posizione la rende strategicamente importante e la popolazione civile ha più volte subito le conseguenze del conflitto.
L’attacco odierno riporta dunque ancora una volta l’attenzione internazionale sulla condizione dei civili nelle regioni orientali dell’Ucraina. Le dichiarazioni di Zelensky segnano, al tempo stesso, un ulteriore irrigidimento del linguaggio di Kiev nei confronti di Mosca.
«Questo attacco non rimarrà senza risposta»: nelle parole del presidente ucraino c’è la promessa che l’Ucraina reagirà. Ma c’è anche un appello più ampio alla comunità internazionale affinché la guerra nel Donbass non venga considerata una crisi lontana e senza conseguenze.
Mentre i medici continuano a lottare per salvare i feriti e le autorità cercano di identificare le vittime, Kramatorsk si trova nuovamente al centro di una tragedia che testimonia il costo umano della guerra.
