PROF. FOAD AODI: “NESSUNA GIUSTIZIA PARALLELA. LIBERTÀ RELIGIOSA, LEGALITÀ E BUONA IMMIGRAZIONE DEVONO CONVIVERE NEL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI ITALIANE”
AgenPress. Le polemiche suscitate a Padova dalla notizia relativa alla presunta costituzione di una camera arbitrale islamica riaccendono il confronto sul rapporto tra libertà religiosa, integrazione e rispetto dell’ordinamento giuridico italiano.
Sulla vicenda interviene Unione per l’Italia (UN.IT), Movimento Politico Interculturale Internazionale, attraverso il presidente e fondatore, professor Foad Aodi, che richiama un principio fondamentale: in Italia esiste una sola Costituzione e nessuna appartenenza religiosa o culturale può giustificare l’esistenza di un sistema di giustizia parallelo a quello dello Stato.
«La nostra posizione è chiara: in Italia esiste una sola Costituzione e tutti, indipendentemente dalla nazionalità, dalla provenienza culturale e dalla fede religiosa, sono tenuti a rispettare le leggi della Repubblica. La libertà di culto è un diritto fondamentale, ma non può tradursi nella creazione di ordinamenti giuridici paralleli o di autorità che pretendano di sostituirsi alla magistratura italiana. Nessuno può essere al di sopra della legge», dichiara Aodi.
IL CASO PADOVA: LA DISSOCIAZIONE DELLE COMUNITÀ MUSULMANE
Tra le voci che hanno preso le distanze figura Salim El Maoued, medico ed esponente della comunità palestinese, che ha definito la vicenda un’iniziativa individuale, senza rappresentanza dell’intera comunità musulmana.
«Apprezziamo la posizione espressa dal dottor Salim El Maoued, nostro rappresentante sul territorio di Padova e del Veneto, e la presa di distanza di quanti, all’interno delle comunità musulmane, ribadiscono il rispetto delle istituzioni italiane. Non possiamo confondere l’iniziativa di una singola persona con la volontà di un’intera comunità religiosa. Occorre evitare generalizzazioni che alimentino diffidenza e discriminazioni», prosegue Aodi.
COSTITUZIONE, LIBERTÀ RELIGIOSA E LIMITI DELL’ARBITRATO
Unione per l’Italia richiama gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione italiana, che tutelano rispettivamente l’uguaglianza davanti alla legge, la libertà delle confessioni religiose e il diritto di professare liberamente la propria fede.
La legislazione italiana prevede strumenti di mediazione e arbitrato per determinate controversie, ma esclusivamente nei limiti stabiliti dall’ordinamento, senza attribuire a organismi religiosi poteri propri dell’autorità giudiziaria.
«La libertà religiosa deve essere pienamente garantita, così come devono essere tutelate la dignità della persona, la parità tra donne e uomini e la libertà individuale. Nessuna tradizione culturale o religiosa può prevalere sui diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione. Il dialogo è indispensabile, ma le regole dello Stato valgono per tutti», sottolinea Aodi.
BUONA IMMIGRAZIONE: DIRITTI, DOVERI E INTEGRAZIONE
Per il Movimento Unione per l’Italia c’è la necessità di promuovere una buona immigrazione, regolare, programmata e qualificata, fondata sulla conoscenza della lingua italiana, sul rispetto delle leggi, sulla valorizzazione delle competenze professionali e sulla partecipazione alla vita civile e sociale.
Il movimento sostiene il riconoscimento dei titoli professionali conseguiti all’estero, l’inserimento lavorativo, le pari opportunità, il contrasto alle discriminazioni e la tutela dei diritti delle donne, considerando l’integrazione un percorso di responsabilità reciproca tra cittadini, istituzioni e comunità di origine straniera.
«Integrare non significa cancellare le proprie radici culturali o religiose, ma riconoscersi nei principi costituzionali del Paese in cui si vive. La buona immigrazione richiede regole chiare, rispetto reciproco, opportunità concrete e responsabilità condivise. Vogliamo una società nella quale italiani e cittadini di origine straniera contribuiscano insieme al bene comune, senza divisioni o ordinamenti paralleli», afferma Aodi.
DIALOGO INTERRELIGIOSO, LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI E INTESA CON LO STATO ITALIANO
«Con Unione per l’Italia continuiamo a promuovere il dialogo interculturale e interreligioso e a combattere ogni forma di discriminazione religiosa, islamofobia, antisemitismo e offesa nei confronti delle altre fedi, sia in Italia sia nel mondo. Le iniziative individuali devono rimanere tali: nessuno può arrogarsi il diritto di parlare a nome dell’intero mondo musulmano o arabo. Generalizzare significa alimentare pregiudizi e contrapposizioni che danneggiano la convivenza civile», sottolinea il professor Foad Aodi.
«Ribadiamo inoltre la necessità di arrivare finalmente alla sottoscrizione di un’intesa tra lo Stato italiano e le rappresentanze della confessione islamica, nel quadro previsto dalla Costituzione. Un passaggio importante per rafforzare il riconoscimento istituzionale, definire interlocutori rappresentativi e superare il ripetersi di iniziative individuali che rischiano di danneggiare l’immagine dell’Islam, alimentare pregiudizi e offrire argomenti a chi intende strumentalizzare queste vicende contro i musulmani e la religione islamica», conclude Aodi.
UNIONE PER L’ITALIA: FONDATORI, PRINCIPI E PROGETTO INTERCULTURALE
Unione per l’Italia (UN.IT) è un movimento politico internazionale e interculturale fondato dal professor Foad Aodi insieme a Belaitouche Kamel Eddine, Nadir Aodi, Paolo De Curtis, Daoudi Tilouani, Aurelio Coppeto, Patrizia Sardara, Donatella Arezzini, Claudio Rossi, Gianni Lattanzio e Daniela Alina Seres.
Il movimento pone al centro del proprio progetto democrazia e legalità, trasparenza, dignità della persona, meritocrazia, diritti umani, dialogo interculturale e lotta alle discriminazioni, individuando in innovazione, giovani, integrazione e cooperazione internazionale le quattro direttrici fondamentali della propria azione.
Secondo i dati diffusi da UN.IT, il percorso di consultazione avviato nel gennaio 2026 ha coinvolto oltre 1.500 personalità ed esperti italiani e di origine straniera, con una fase costituente aperta fino al 30 novembre 2026.
«Il nostro movimento nasce per unire, non per dividere. Vogliamo costruire ponti tra culture, religioni e generazioni, valorizzando il contributo di chi rispetta le regole e partecipa alla crescita dell’Italia. Ringraziamo il dottor Salim El Maoued per il suo impegno sul territorio. La nostra linea resta quella della legalità, del dialogo e della responsabilità: una sola Costituzione, una sola legge, uguali diritti e uguali doveri per tutti», conclude il presidente e fondatore di Unione per l’Italia, Foad Aodi.
