Meloni a San Patrignano: “Nuove droghe con l’IA e THC record, sradicare il mito delle sostanze leggere”

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Al vertice internazionale della Coalizione europea contro le droghe (ECAD), il Presidente del Consiglio lancia l’allarme sulla trasformazione del mercato delle sostanze e sulla diffusione di molecole sintetiche sempre più potenti ed economiche


AgenPress. In occasione dell’incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze — promosso da Italia e Francia, co-fondatori della Coalizione europea contro le droghe (ECAD), presso la Comunità di San Patrignano —, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato un quadro preoccupante ed evolutivo del fenomeno del narcotraffico e del consumo di sostanze.

coalizione

Nel suo intervento davanti a esperti, istituzioni e delegazioni internazionali, il capo del governo ha sottolineato come l’universo degli stupefacenti stia attraversando una trasformazione radicale, sospinta dalle nuove tecnologie e da una pervasiva tolleranza sociale.

“Le droghe di oggi sono molto diverse: sono più potenti, più economiche ed accessibili. In alcuni casi anche socialmente accettate.”

Ha esordito Meloni, accendendo i riflettori sulla velocità con cui l’offerta si adatta ai consumi giovanili. A rendere lo scenario ancora più insidioso è l’impiego delle nuove tecnologie digitali da parte della criminalità organizzata.

Secondo la Premier, le sostanze sintetiche evolvono a un ritmo mai visto prima: grazie all’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, vengono progettate e immesse sul mercato nuove molecole psicoattive. Queste ultime riescono a circolare liberamente per mesi prima che le forze di polizia e i laboratori tossicologici riescano a intercettarle e a inserirle formamente nelle tabelle ministeriali delle sostanze illecite, creando una zona grigia di pericolosa impunità.

Uno dei passaggi più netti dell’intervento ha riguardato la percezione pubblica e il dibattito sui derivati della cannabis. Meloni ha stigmatizzato la tendenza a minimizzare i rischi legati al consumo di cannabinoidi, bollandola come un’ostinazione irresponsabile.

“I derivati dalla cannabis, che alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere, hanno percentuali di principio attivo THC in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa.”

Un dato biochimico che, secondo la dirigenza di governo, smantella l’idea classica di “droga leggera” del passato, evidenziando come i prodotti attuali abbiano un potenziale neurotossico e un impatto sulla salute mentale enormemente superiore rispetto a quelli degli anni ’70 e ’80.

L’incontro a San Patrignano segna un momento fondamentale nell’azione comune promossa con la Francia all’interno dell’ECAD per coordinare le politiche di contrasto e prevenzione a livello europeo.

Per la Presidente del Consiglio, la risposta al fenomeno delle dipendenze deve basarsi su una strategia a doppio binario: da un lato una tolleranza zero verso lo spaccio e l’aggiornamento costante dei sistemi di allerta sulle nuove molecole sintetiche, dall’altro un forte investimento nelle comunità terapeutiche e nella prevenzione educativa, riaffermando il valore primario della vita e della libertà individuale da ogni forma di assoggettamento.

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