Serbia, gli studenti vincono le elezioni: Vučić ammette la sconfitta. Festa nelle strade di tutto il Paese

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La lista studentesca Studentska lista conquista la maggioranza assoluta secondo le prime proiezioni, con circa il 52% dei voti e 138 seggi su 250. Dopo quasi due anni di proteste, il movimento nato nelle università supera il fronte dell’ex presidente Aleksandar Vučić. Affluenza vicina al 70%, la più alta degli ultimi decenni


AgenPress. Gli studenti vincono le elezioni parlamentari anticipate in Serbia e Aleksandar Vučić riconosce la sconfitta. È stato lo stesso leader serbo ad annunciare in diretta televisiva la vittoria di Studentska lista, la lista espressione del movimento studentesco che da quasi due anni guida le proteste contro il governo e chiede maggiore trasparenza, lotta alla corruzione e riforme istituzionali.

La notizia ha immediatamente fatto esplodere la festa nelle strade di Belgrado e di numerose altre città del Paese. Migliaia di persone si sono riversate nei centri urbani, tra cori, bandiere, clacson e abbracci, trasformando la serata elettorale in una grande manifestazione collettiva.

Secondo le prime proiezioni diffuse nella notte, la lista studentesca avrebbe ottenuto circa il 52% dei voti, conquistando 138 seggi sui 250 dell’Assemblea nazionale. Il fronte politico legato a Vučić si fermerebbe invece intorno al 39%, con 104 seggi. I risultati restano provvisori, ma il riconoscimento della sconfitta da parte dello stesso Vučić segna un passaggio decisivo nella politica serba.

L’annuncio del presidente uscente, arrivato in diretta televisiva, ha sorpreso una parte dell’opinione pubblica, che attendeva con apprensione le sue dichiarazioni. «Abbiamo perso le elezioni, la lista studentesca ha vinto», ha riconosciuto Vučić, sulla base delle prime stime disponibili.

Il leader serbo ha comunque contestato i toni e i contenuti della campagna avversaria, definendola scorretta e caratterizzata da menzogne. Ha inoltre assicurato che il suo schieramento non farà sconti agli avversari dall’opposizione.

Secondo le valutazioni preliminari citate dallo stesso Vučić, gli studenti potrebbero ottenere tra 135 e 140 seggi, mentre il suo schieramento si fermerebbe intorno a quota 105. Numeri che, se confermati, consegnerebbero alla lista vincitrice una maggioranza parlamentare sufficiente a sostenere un nuovo governo.

Per un sistema politico dominato per anni dal Partito progressista serbo e dalla figura di Vučić, il risultato rappresenta un cambiamento di grande portata.

La vittoria elettorale arriva al termine di una lunga stagione di proteste. Il movimento studentesco ha acquisito forza dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel novembre 2024, tragedia nella quale morirono 16 persone.

La catastrofe ha alimentato la rabbia di una parte significativa della popolazione, che ha chiesto di fare piena luce sulle responsabilità, rendere pubblici i documenti relativi ai lavori e accertare eventuali negligenze. Le manifestazioni si sono progressivamente estese dalle università alle piazze, coinvolgendo settori sempre più ampi della società serba.

Alle rivendicazioni iniziali si sono aggiunte richieste di maggiore indipendenza delle istituzioni, contrasto alla corruzione e garanzie democratiche più solide. Il movimento ha così superato i confini della protesta universitaria, trasformandosi in un soggetto politico capace di sfidare direttamente il potere.

La decisione di presentarsi alle elezioni con la lista Studentska lista ha rappresentato il passaggio dalla mobilitazione nelle strade alla competizione parlamentare. Una scelta che, alla luce delle prime proiezioni, sembra aver raccolto un consenso molto più ampio della sola componente giovanile.

Uno degli elementi più significativi del voto è stata la partecipazione. Le stime diffuse dopo la chiusura dei seggi indicano un’affluenza vicina al 70%, un livello che non si registrava da decenni, secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale.

Fin dalle prime ore del mattino si erano formate lunghe file davanti ai seggi in diverse località. Gli studenti avevano invitato i sostenitori a recarsi presto a votare e avevano organizzato una vasta rete di rappresentanti e controllori per seguire le operazioni elettorali.

La campagna si è svolta in un clima di forte polarizzazione, accompagnato da timori relativi a possibili irregolarità e manipolazioni. Per questo, l’organizzazione del controllo del voto ha rappresentato uno degli aspetti centrali della strategia studentesca.

La partecipazione elevata ha confermato quanto la competizione fosse sentita come una scelta sul futuro del Paese, oltre che come un confronto tra due liste elettorali.

La vittoria di Studentska lista apre ora una fase politica inedita. Il movimento dovrà trasformare le promesse della campagna in un programma di governo, affrontando questioni complesse come l’indipendenza della magistratura, la trasparenza amministrativa, l’economia, i servizi pubblici e la libertà dei media.

La sfida sarà anche organizzativa: un movimento nato nelle università e cresciuto attraverso le proteste dovrà dimostrare di poter costruire una squadra di governo, trovare accordi sulle priorità e gestire le istituzioni.

Resta inoltre da chiarire quale orientamento assumerà la nuova maggioranza in politica estera. La Serbia dovrà continuare a confrontarsi con il percorso di adesione all’Unione europea, i rapporti con la Russia e la Cina e la questione del Kosovo, temi sui quali il governo uscente ha mantenuto equilibri spesso delicati.

La transizione non sarà necessariamente semplice. Il risultato elettorale offre agli studenti un mandato politico significativo, ma le aspettative dei cittadini saranno elevate e le decisioni da prendere potrebbero mettere alla prova la coesione del movimento.

Per le strade di Belgrado, la notizia della sconfitta di Vučić è stata accolta da manifestazioni spontanee di gioia. La festa ha coinvolto studenti e cittadini che vedono nel voto la possibilità di aprire una nuova stagione politica.

Il significato della giornata va oltre la distribuzione dei seggi: una mobilitazione nata dopo una tragedia nazionale è riuscita a trasformarsi in una proposta elettorale capace di conquistare la maggioranza parlamentare, secondo le prime stime.

Per Vučić e il suo schieramento si apre invece una fase di opposizione, dopo anni di centralità nella vita politica serba.

Il voto segna dunque un passaggio storico, ma non conclude il percorso iniziato nelle piazze. La vera prova per gli studenti comincerà adesso: dimostrare che la richiesta di cambiamento espressa dagli elettori può tradursi in istituzioni più trasparenti, responsabilità politica e risultati concreti per i cittadini.

La festa celebra una vittoria elettorale. Il futuro della Serbia dipenderà da ciò che la nuova maggioranza riuscirà a costruire a partire da questo risultato.

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