AgenPress. Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso e identificazione dopo la drammatica strage ferroviaria avvenuta nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, dove lo scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia ha causato una delle più gravi tragedie sui binari degli ultimi anni in Europa.
Mentre il bilancio delle vittime accertate sale a circa 68 morti e oltre cento feriti, l’attenzione delle autorità spagnole e dei soccorritori si concentra sul drammatico conteggio delle persone ancora introvabili.
Sullo sfondo delle operazioni di recupero rese complesse dai vagoni deformati e finiti nelle scarpate, le forze dell’ordine e i centri d’emergenza hanno raccolto decine di segnalazioni e denunce di scomparsa da parte di familiari e conoscenti che non riescono a mettersi in contatto con chi viaggiava sui due convogli.
Sui luoghi dell’incidente lavorano ininterrottamente i reparti speciali della Guardia Civil con l’ausilio di droni termici, unità cinofile e mezzi pesanti per rimuovere i detriti e farsi strada tra le lamiere. Le autorità procedono con estrema cautela nell’incrocio dei dati della lista passeggeri e delle chiamate di emergenza.
L’Unità di Crisi della Farnesina e le rappresentanze diplomatiche italiane in Spagna seguono da vicino la vicenda e il coinvolgimento dei connazionali presenti a bordo dei due treni.
Dopo ore di profonda angoscia, una delle donne italiane inizialmente inserite nell’elenco delle persone disperse ha fatto sapere di stare bene. Si riduce così il quadro delle persone di cui si cercano notizie, ma resta alta la tensione per le altre due connazionali ancora risultate irreperibili (tra cui una donna originaria della provincia di Pistoia). Altri cinque passeggeri italiani recuperati nelle prime fasi sono in condizioni stabili, mentre un altro connazionale risulta ricoverato presso l’ospedale di Toledo.
In Spagna il governo ha decretato tre giorni di lutto nazionale, mentre la magistratura e la commissione d’inchiesta per gli incidenti ferroviari cercano di chiarire le dinamiche dello scontro tra l’Ave di Renfe e il treno gestito da Iryo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sono possibili guasti al sistema di segnalamento e problemi nelle autorizzazioni alla ripartenza trasmesse ai macchinisti.
