Il presidente degli Stati Uniti guarda agli ultimi due anni del suo mandato con fiducia, nonostante la sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato. In un’intervista telefonica alla CNBC, Trump si dice pronto a trovare punti d’intesa con l’opposizione, soprattutto in materia economica e finanziaria
AgenPress. Donald Trump non esclude una collaborazione con i Democratici nei prossimi due anni di presidenza. Dopo la pesante battuta d’arresto elettorale subita dai Repubblicani alle elezioni di metà mandato, il presidente americano prova a guardare avanti e manifesta fiducia sulla possibilità di raggiungere accordi con l’opposizione democratica in Congresso.
«Posso collaborare con loro su molte questioni, molte più di quanto la gente pensi», ha dichiarato Trump in un’intervista telefonica alla CNBC, intervistato dal giornalista Eamon Javers. Parole che sembrano indicare la volontà della Casa Bianca di mantenere aperto il dialogo con il Partito Democratico, nonostante il nuovo equilibrio politico che si prospetta a Washington.
Nel corso della conversazione, Trump ha individuato soprattutto nelle questioni economiche e finanziarie un possibile terreno d’intesa tra le due forze politiche. «Non posso collaborare con loro su questioni come le frontiere aperte o gli uomini che competono negli sport femminili, ma posso lavorare insieme a loro su molte idee finanziarie che potrebbero essere vantaggiose per entrambi», ha spiegato il presidente.
Un’apertura che, tuttavia, non significa una revisione delle principali posizioni politiche dell’amministrazione. Trump ha infatti ribadito la propria contrarietà ad alcune delle proposte sostenute dai Democratici, mantenendo una linea particolarmente rigida su immigrazione e questioni culturali.
Il presidente ha inoltre escluso un ripensamento sulla politica dei dazi commerciali, sostenendo che una loro eventuale eliminazione potrebbe compromettere gli investimenti industriali attualmente in corso negli Stati Uniti.
Le dichiarazioni arrivano dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre, che hanno consegnato ai Democratici la maggioranza sia alla Camera dei Rappresentanti sia al Senato, interrompendo il controllo repubblicano del Congresso.
Un risultato che cambia profondamente gli equilibri politici degli Stati Uniti e che renderà più complessa l’attuazione dell’agenda presidenziale nella seconda parte del mandato. I Democratici si preparano a utilizzare il nuovo controllo delle Camere per promuovere le proprie priorità, a partire dal costo della vita, dalla sanità e dal controllo sull’operato dell’amministrazione. Tra i temi destinati a creare maggiore tensione c’è anche la possibilità di avviare nuove indagini nei confronti della Casa Bianca.
Trump, dal canto suo, ha già fatto capire di non voler rinunciare alle proprie prerogative presidenziali. In particolare, ha ricordato di poter ricorrere al veto per bloccare le iniziative legislative dell’opposizione che non riterrà condivisibili.
Nonostante il nuovo scenario parlamentare, il presidente americano non sembra intenzionato a considerare compromessi e difficoltà politiche come un ostacolo insormontabile. L’apertura alla collaborazione con i Democratici rappresenta un possibile tentativo di individuare un terreno comune su questioni di interesse nazionale, evitando che gli ultimi due anni della presidenza siano caratterizzati esclusivamente dallo scontro tra Casa Bianca e Congresso.
Resta da capire quanto questa disponibilità al dialogo potrà tradursi in accordi concreti. Le distanze tra i due partiti restano significative, soprattutto su immigrazione, commercio e politica economica.
Trump, tuttavia, sembra voler lanciare un messaggio di fiducia: anche con un Congresso a maggioranza democratica, esistono margini per lavorare insieme. La seconda parte del suo mandato si preannuncia così come una fase decisiva per verificare la capacità del presidente di trovare compromessi senza rinunciare ai punti centrali del proprio programma politico.
