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Cop26. L’Italia aderisce con 10 mld alla Global Energy Alliance. Obiettivo accelerare sulla transizione energetica

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AgenPress – Nasce ufficialmente la Global Energy Alliance for People and Planet.fondo multilaterale per accelerare la transizione ecologica nel sud del pianeta. Il trampolino di lancio non poteva che essere la COP 26 di Glasgow dove, fino al 12 novembre, le oltre 190 parti dell’UNFCCC cercheranno di far avanzare l’impegno climatico internazionale.

Si parte con una dotazione da 10 miliardi, che vuole arrivare a 100 miliardi, con l’obiettivo di accelerare sulla transizione energetica  e creare almeno 150 milioni di posti di lavoro legati all’ambiente nei paesi più deboli.

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Denaro pubblico e privato da incanalare nella risoluzione di tre problemi urgenti nei paesi poveri. Quello energetico in primis, fornendo a un miliardo di persone in Asia, Africa e America Latina elettricità affidabile, pulita e rinnovabile; quello climatico, evitando l’immissione in atmosfera di 4 milioni di tonnellate di CO2; e infine quello occupazionale, creando in queste stesse regioni oltre 150 milioni di posti di lavoro.

L’iniziativa viene portata avanti, tra gli altri, con la Fondazione Rockefeller e la Fondazione di Jeff Bezos. Il fondatore di Amazon ha promesso, con il suo Bezos Earth Fund, 500 milioni di dollari. Vanno a sommarsi al miliardo già stanziato da Ikea e Rockefeller e agli oltre 8 con cui parteciperanno alla Global Energy Alliance istituzioni come World Bank, Asian Development Bank, e US International Development Finance Corporation. Bezos ha promesso 2 miliardi di dollari per rigenerare in Africa terreni “degradati dal clima”.

Il ministero della Transizione Ecologica è co-investor del fondo e sarà operativo da subito. “L’Italia – ha annunciato Cingolani – è capofila di un gruppo di dieci Stati che stanno entrando nel fondo”.

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Si tratta di Stati che condividono l’impegno ad abbattere le disuguaglianze sociali: un aspetto senza il quale la lotta al cambiamento climatico è monca.

“Non c’è cura al climate change  senza curare anche le disuguaglianze territoriali”. Il fondo deve diventare “un catalizzatore”, osserva Cingolani facendo presente per esempio che si potrebbe lanciare una call for ideas.

“Abbiamo fatto partire questa iniziativa – conclude Cingolani – dobbiamo capire che bisogna trattare sullo stesso piano cambiamenti climatici e disuguaglianze”. “La direzione è molto chiara: serve uno sforzo globale che, oltre ad aiutare i Paesi nella transizione climatica, individui tecnologie nuove per andare più veloci, altrimenti è difficile riuscire negli obiettivi con le tecnologie attuali”. Raggiungere gli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale “a tecnologia costante sarebbe faticoso”.

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