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Coronavirus. Droga. Le mafie guadagnano di più. 8 mln di italiani ne fanno uso, 15mld l’anno

Agenpress – I consumatori stimati in Italia sono circa otto milioni, tra cui tantissimi minori. Nell’ultimo anno uno su tre, tra i 15 e i 19 anni, ha provato almeno una droga. La spesa annua per il consumo di droga ammonta a 15 mld,  quasi la metà in cocaina.

A rivelarlo sono i dati del Dipartimento per le politiche antidroga pubblicati sul nuovo numero di ‘lavialibera’, la rivista targata Libera e Gruppo Abele.

E il mercato della droga si riflette anche sul sistema carcerario: più di 20 mila persone, infatti, sono detenute per ragioni legate allo smercio di stupefacenti.  “Oggi di droga si muore ancora  eppure la cosa non fa quasi più notizia. Come se all’assuefazione legata all’uso si sia aggiunta quella determinata dalla sua presenza”, dice don Ciotti.

Con l’emergenza coronavirus le mafie guadagnano di più. Secondo quanto si legge sul sito lavialibera.libera.it, “dalla Spagna arrivano carichi importanti  e ho evidenze che stanno continuando a mandare quantitativi significativi di droga”. E come funziona? “La parte di confine – continua l’investigatore – viene coperta con i treni merci, l’Italia si percorre con i corrieri, tir o treni merci nazionali”. Poi ci sono gli scali portuali dai quali arrivano carichi di droga e, in questa fase, per ragioni di rotazione di personale e di controlli per l’emergenza coronavirus, per le organizzazioni criminali, si realizza il paradosso di trovare, talvolta, strade più rapide per far arrivare gli stupefacenti.

Le mafie, nel traffico di droga, hanno modificato alcuni passaggi della filiera visto l’intensificarsi dei controlli su strada. Quando lo stupefacente arriva in Italia viene trasportato da corrieri nelle diverse regioni. “Nei territori – conclude l’inquirente – la droga si muove anche utilizzano macchine di soccorso o auto mediche. E’ sempre successo in periodi normali, figurarsi ora con un maggior numero di macchine di soccorso in giro”. Per la vendita al dettaglio si usano basi logistiche come alcune attività commerciali che diventano luogo di approvvigionamento per i consumatori, oppure si vende attraverso la consegna a domicilio. Se la droga è un mercato florido anche quello del riciclaggio di denaro sporco lo è, le mafie aprono società di import-export e sanno che come accaduto, nella crisi del 2008, l’Italia e il suo tessuto economico hanno bisogno di liquidità, di soldi.

Le mafie mettono sul tavolo ingenti capitali sporchi pronti ad essere investiti attraverso prestiti usurai che possono trasformarsi, se destinati a imprenditori, all’ingresso nelle società mantenendo la stessa proprietà e allargando così la rete di prestanomi. Ristorazione, turismo, agroalimentare, settori oggi in grande crisi, sono obiettivo primario delle organizzazioni criminali così come tutti i comparti in difficoltà”.

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