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Coronavirus. Repubblica Dominicana. Intervista a Flavio Bellinato (Maie)

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Intervista esclusiva dell’Agenpress al dott. Flavio Bellinato, già asesor de emigracione e consigliere del Comites locale e coordinatore nazionale del MAIE – Movimento Associativo italiani all’estero nella Repubblica Dominicana


Vorrei sapere da Lei se è prevista la nuova costruzione di ospedali nella Repubblica Dominicana?

Si sta ipotizzando l’allestimento di strutture mediche temporali nelle zone piú colpite dal contagio. Sono stati messi a disposizione fin da subito ospedali militari e pubblici e si sta chiedendo l’ausilio di strutture private che possano essere destinate ad affrontare questa emergenza. Il Governo sta adeguando le strutture che ha giá a disposizione, con il supporto di investimenti privati tramite appalti pubblici che includono, tra le altre cose, la produzione di mascherine, guanti, ed altri materiali medici che si necessitano in questa situazione.

Possono essere gli ospedali menzionati di supporto all’attuale stato di pandemia?

Il Governo locale dovrá fare un grande sforzo per adeguare le strutture attualmente esistenti ed operanti, specialmente se lo stato di emergenza dovesse dilungarsi piú del previsto.

Cosa ne pensa della sanità dominicana?

Le strutture pubbliche locali non sono comparabili a quelle italiane. Un contagio massivo potrebbe far collassare il sistema sanitario dominicano molto velocemente e con conseguenze ancor piú gravi rispetto rispetto a ció che stiamo vedendo in altre parti del mondo. Per questo, in Repubblica Dominicana, stanno puntando molto sulla prevenzione, l’informazione, e su misure restrittive che dovrebbero contenere l’aumento dei contagi.

Cosa ha fatto il Presidente dominicano per limitare lo stato d’emergenza?

Il Governo ha deciso di chiudere le attivitá commerciali e produttive non essenziali. Ha sospeso i voli con i paesi principalmente colpiti dal virus nonostante la Rep. Dominicana sia un paese che vive di turismo. Sono state proibite tutte le attivitá dove c’é il rischio che vi siano aggregazioni di persone. Dalle 17.00 alle 06.00 é stato ordinato il coprifuoco. I mutui sono sospesi per un periodo di tre mesi. Sono proibite le sospensioni di servizi che non vengono pagate entro le date di scadenza come, ad esempio, nel caso delle telecomunicazioni. Si stanno adottando misure economiche che permetteranno di concedere aiuti economici ai meno abbienti e per agevolare alcuni settori imprenditoriali a superare la crisi.

Si svolgeranno normalmente le elezioni nello Stato Dominicano?

Le elezioni sono previste per metá maggio. L’ente incaricato di organizzarle sembrava voler procedere peró credo che le diverse forze politiche cercheranno un’intesa comune per chiedere di spostarle, specialmente se lo stato delle cose dovesse aggravarsi durante le prossime settimane.

Crede che questo stato d’emergenza durerà molto nello Stato Dominicano?

Dipenderá molto dal comportamento delle persone e da come lo Stato Dominicano riuscirá a far arrivare gli aiuti economici ai suoi concittadini, specialmente quelli piú bisognosi, rendendo il meno necessario possibile inutili spostamenti fuori casa.

Ritiene che le attività commerciali e le scuole riprenderanno?

No, fino a che il picco dei contagi non scenderá significativamente. Sicuramente il settore turismo avrá bisogno di parecchio tempo per tornare ad essere la colonna portante dell’economia dominicana, anche dopo il calo dei contagi peró, per lo meno, si potrebbero riattivare gli altri settori economici e le attivitá commerciali circoscritte  a chi risiede nel paese.

Ha notizie in merito allo stato attuale dei decessi nella Repubblica Domenicana  causati dal covid19?

Ad oggi (lunedí 6 aprile), i dati ufficiali sono i seguenti: 1828 casi di contagio confermati ed 86 deceduti.

Ritiene che il Sistema Sanitario dominicano sia ben strutturato per coprire lo stato emergenziale in cui ci ritroviamo?

No, se lo stato emergenziale dovesse peggiorare. Ció nonostante, il Governo si sta impegnando per rendere le proprie strutture il piú possibile adeguate per affrontare questa pandemia. Come detto prima, tutto dipenderá dalle misure preventive adottate e da come verranno recepite dalla popolazione.

Cosa si sta facendo per aiutare gli italiani bloccati dal covid19 all’estero e quali sono gli interventi posti in essere per farli rimpatriare?

Il “caso zero” é stato un connazionale che si trovava nella localitá di Bayahibe a fine febbraio. Ad oggi, mi risulta che si trovi ancora ospetalizzato. So per certo che la nostra Ambasciata é in contatto con il connazionale, per conoscere gli sviluppi della sua condizione sanitaria. Per quanto riguarda la questione dei rimpatri, nel caso della Rep. Dominicana il MAECI e l’Ambasciata d’Italia si sono adoperati per permettere che potessero essere autorizzati ed organizzati voli commerciali in modalitá ferry.

I consiglieri del Com.It.Es. locale hanno contribuito, per quanto possibile, a cercare quei connazionali bisognosi di rientrare in Italia, segnalandoli alla rappresentanza diplomatica consolare.  I costi di tali voli sono stati a carico dei viaggiatori. La compagnia aerea é colei che ha deciso le tariffe e, secondo piú di qualcuno, sono state piú alte rispetto al normale. Ad oggi, sono partiti due voli che hanno permesso a circa 550 turisti di rimpatriare e gli addetti ai lavori stanno cercando di organizzarne un terzo.

Gina Zaminga

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