Coronavirus. Saranno rimpatriati gli italiani che vivono a Wuhan. Rimarranno 15 giorni in “sorveglianza”

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Agenpress – “Saranno una cinquantina gli italiani che torneranno in Italia”. E’ quanto ha dichiarato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri intervistato da Radio Radio.

“L’ipotesi di lavoro è quella di un atterraggio a due giorni da oggi di un aereo civile sotto l’egida militare. Stiamo valutando dove far proseguire la quarantena che certamente ci sarà, conclude Sileri, limitata a un quindicina di giorni, che è il periodo d’incubazione del virus”.

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“Stiamo lavorando perché un volo parta domani e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan” ha poi affermato il ministro della Salute Roberto Speranza durante la registrazione di una puntata di Porta a Porta.

“La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata – ha aggiunto Speranza -. Bisogna tenere alta l’attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo”.

“Il governo italiano è impegnato per dare il massimo supporto ai nostri connazionali in Cina”, scrive il ministro degli esteri Luigi Di Maio su twitter confermando che “domani parte un volo per il rimpatrio degli italiani che si trovano a Wuhan”.

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Gli italiani potrebbero trascorrere gli eventuali 15 giorni di ‘sorveglianza’ sanitaria in una struttura militare. Una decisione definitiva non è stata ancora presa dal Ministero della Salute, ma questa al momento sembra l’ipotesi più accreditata per motivi logistici. Da Wuhan i cittadini italiani potranno partire solo dopo visita medica che escluda problemi, quindi solo se sani. In viaggio useranno la mascherina, e in Italia saranno in isolamento gli uni dagli altri.

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