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Coronavirus. Sileri, su plasma avanti con evidenze scientifiche. Ricciardi, terapia promettente

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Agenpress – “L’orientamento del ministero sull’utilizzo del plasma da guariti per il trattamento del Covid-19 è andare avanti ma sempre sulla base delle evidenze scientifiche e a breve sono attesi primi risultati dalle sperimentazioni”.

Lo ha sottolineato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri.  “Bisognerà investire su questa ricerca ed il Centro nazionale sangue – è già attivato”. Inoltre  “vedo una prospettiva futura anche per i sieri iperimmuni, ma su questo entrerà in gioco anche l’Agenzia italiana del farmaco Aifa, perché non si tratta di donazioni di sangue ma di farmaci”.

La terapia con il plasma è promettente. Credo che sarà una strada importante da percorrere ma serve ancora tempo per valutare la sperimentazione”, dice  Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e rappresentante italiano del Consiglio dell’Oms.  La sperimentazione è iniziata in Italia, all’ospedale San Matteo di Pavia – già dalla fine di marzo – poi affiancato dal Carlo Poma di Mantova.

“Oggi sono disponibili studi aneddotici, mancano forti evidenze scientifiche a supporto – spiega Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova – Speriamo che gli studi possano dimostrarne l’efficacia”.

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco invita alla cautela, parlando di un “incredibile clima da stadio” scatenatosi intorno a questa terapia. “Si tratta di un approccio con 100 anni di storia, sperimentato in uno studio italiano pionieristico ma anche nel resto del mondo, e che va validato come tutte le terapie. Il complottismo dice che è una terapia quasi fatta in casa, ma invece si tratta di un prodotto che va lavorato e standardizzato, dunque già coinvolge e coinvolgerà ancor di più in futuro le aziende farmaceutiche“,

E con il plasma è stato curato e guarito un medico di famiglia, Mario Scali, che racconta la sua esperienza.  “Sono un medico di famiglia, e capisco che cosa si prova a stare nei panni del malato, perché anch’io ho dovuto lottare con tutte le mie forze contro questo Coronavirus. Mi considero fortunato per essere stato preso in cura in Lombardia e trattato con il plasma ricco di anticorpi neutralizzanti ricavati dal sangue di donatori convalescenti”. 

 

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