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Eitan. Pm Pavia, dai nonni ostilità verso zia tutrice. Rapimento con “tecniche paramilitari e di intelligence”

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AgenPress – “Si è accertato, in particolare, come Shmuel Peleg e la ex moglie Esther Athen Cohen, nonni materni del piccolo Eitan” avessero “maturato nel tempo un sentimento di ostilità nei confronti della zia paterna tutore del minore Aya Biran Nirko, in quanto contrariati dalla decisione assunta dal Giudice Tutelare di affidare a quest’ultima il nipote”. Lo scrive la Procura di Pavia in merito ai mandati d’arresto internazionali emessi a carico del nonno e dell’autista israeliano, che portò Shmuel e il bimbo da Pavia fino in Svizzera, dove partirono per Tel Aviv con un volo privato.

“Proprio in questa profonda convinzione che il nipote dovesse essere affidato alla famiglia materna e trasferito definitivamente nel suo paese di origine in Israele – spiega la Procura – trova origine il disegno criminoso messo in atto con lucida premeditazione e meticolosa organizzazione dagli indagati”. E sempre “in tale ricostruzione si inserisce il coinvolgimento del connazionale” Gabriel Alon Abutbul, l’autista, “verosimilmente appartenente alla compagnia militare privata denominata ‘Blackwater’ e ‘assunto’ dai nonni materni per assisterli ed aiutarli nel loro progetto di trasferimento del piccolo Eitan in Israele”.

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Nei confronti del nonno materno Shmuel Peleg, 63 anni, e Gabriel Abutbul Alon, l’autista 50enne, residente a Cipro. Accuse accolte dal gip, che ha emesso due mandati di cattura internazionale.

Come scrive il Corriere della Sera, l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari e trasmessa alla Procura di Milano viaggerà verso Israele, dove un giudice ha restituito il bimbo alla zia paterna, e verso tutta l’Ue. Secondo gli investigatori, l’azione dei due è stata compiuta con “tecniche paramilitari e di intelligence“.

Fino alla decisione di secondo grado, però, il bimbo non può tornare in Italia dato che il ricorso blocca la decisione favorevole al rientro a Pavia. Dato che il nonno e l’autista, scrivono i pm, si trovano “in territorio estero, al fine di dare esecuzione a dette misure cautelari, sarà attivata la procedura volta all’emissione del mandato di esecuzione a livello internazionale e conseguente estradizione”.

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