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L’ANCRI scende in campo sui pericoli del web, minori, bullismo e violenza

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Tagliente, esiste un filo conduttore tra violenza su uno schermo ed emulazione?  E’ un tema complesso, ma è uno spunto di riflessione al quale non possiamo sottrarci


Agenpress. “Oggi, per gli adulti, non è compito agevole capire i ragazzi, soprattutto quando si tratta di comprenderne i bisogni, i modelli di riferimento, gli schemi cognitivi inerenti i diversi gruppi di riferimento che compongono il variegato universo giovanile.

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Giovani che sempre più spesso restano “contagiati” da modelli sociali trasgressivi completamente sconosciuti ai genitori. Sempre più sono i giovanissimi a rischio solitudine che per ore su Internet incontrano altri internauti altrettanto solitari che, a volte, sono già stati contagiati dai “pericoli del web”.

Il fascino della rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, l’idea di sentirsi “anonimi”, nonché il senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno dilagando così da determinare serie preoccupazioni in coloro che ancora credono in valori fino a ieri condivisi.

Per fare della Rete un luogo più sicuro occorre continuare a diffondere una cultura della sicurezza online in modo da offrire alle nuove generazioni occasioni di riflessione ed educazione per un uso consapevole degli strumenti digitali”

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Così ha esordito il prefetto Francesco Tagliente introducendo i lavori della, Conferenza su “La legalità dai banchi di scuola al mondo del web” organizzata per gli studenti degli Istituti Superiori di Spoleto dall’Associazione nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) all’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato di Spoleto.

L’evento, ha consentito a centinaia di studenti degli Istituti Superiori di Spoleto di affrontare con un’azione sinergica, il tema del bullismo e della legalità, con Prefetti, Magistrati e Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica.

I lavori sono stati preceduti dall’Inno Nazionale, cui è seguito un minuto di raccoglimento per onorare la memoria dei due Agenti uccisi a Trieste.

A seguire sono intervenuti nell’ordine il direttore dell’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato di Spoleto, Maria Teresa Panone, il Sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis, il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove, i comandanti provinciali dei Carabinieri Giovanni Fabi e della Guardia di Finanza Dalilo Cardone, il Vicario del Questore di Perugia Angelo Serrajotto, il prefetto di Perugia Claudio Sgaraglia, il giudice Pietro Calabrò, il PM Alberto Nobili, il Commissario Marco Valerio Cervellini, Mogol, Marco Materazzi e il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia.

Il Prefetto Francesco Tagliente, nella veste di moderatore dei lavori, ha poi ringraziato i relatori per il prezioso contributo fornito e in particolare il presidente della Sezione Foligno Valle-Umbra dell’Associazione Gianluca Insinga per l’eccellente organizzazione dell’evento.

Ha quindi detto che “Oggi sono qui rappresentati tanti anelli importanti della catena, impegnati a proteggere i ragazzi dai rischi della rete e a promuovere il rispetto e la legalità: il sottosegretario del Ministero degli Interni, i prefetti, la magistratura, le Forze di Polizia, le famiglie, il mondo della scuola e la stampa. Tutti uniti gli uni negli altri in maniera sinergica e determinati da decenni a promuovere la cultura legalità.

Affrontiamo spesso il tema della legalità, dei pericoli della rete, dei minori inconsapevoli dei rischi delle loro attività online, del bullismo, della violenza, ma dobbiamo interrogarci anche su quali conseguenze possono determinare il linguaggio e le immagini di determinati cartoni, videogiochi, pubblicità, cinematografia e talvolta, purtroppo, programmi di informazione?

Si tratta di una rappresentazione di emozioni negative che fanno parte dell’essere umano o di un’esposizione alla violenza? Di una forma di elaborazione dell’aggressività o di una forma di normalizzazione e di assuefazione alla violenza?

Esiste un filo conduttore tra violenza su uno schermo ed emulazione?  E’ un tema complesso, ma è uno spunto di riflessione al quale non possiamo sottrarci.

Basti pensare a come si sia rapidamente delineato tra gli adolescenti il fenomeno del sexting e un cyberbullismo di genere, in cui i comportamenti aggressivi sono legati e indirizzati al “genere” e alla sfera sessuale: dai commenti volgari su corpo e abbigliamento, alle calunnie sulle relazioni, alla diffusione e manipolazione di foto private”.

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