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‘Ndrangheta Piemonte. Arrestato anche Roberto Rosso (Fdl). Meloni, fuori, mi viene il voltastomaco

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Agenpress – C’è anche Roberto Rosso, assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte e uno dei leader piemontesi di Fratelli d’Italia, tra le otto persone legate alla ‘ndrangheta arrestate dalla guardia di finanza di Torino per scambio elettorale politico-mafioso. Nei confronti dei soggetti, radicati nel territorio di Carmagnola e attivi nel capoluogo piemontese, sono stati inoltre effettuati sequestri di beni.

Dopo l’arresto ha ressegnato le dimissioni da assessore della Regione Piemonte. Secondo quanto si apprende da ambienti politici, la lettera è stata firmata in carcere ed è già nelle mani del governatore Alberto Cirio.

Tra le condotte illecite, sono state contestate anche l’associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro.

Immediata la reazione di Giorgia Meloni. “Roberto Rosso ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno. Apprendiamo che  è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI”.

Rosso avrebbe pagato quindicimila euro in cambio della promessa di un pacchetto di voti per le regionali del 26 maggio 2019. Secondo quanto riferito dalla guardia di finanza, dall`indagine è emersa la piena consapevolezza del politico e dei suoi intermediari circa “la intraneità mafiosa dei loro interlocutori”.

A lungo parlamentare di Forza Italia, con cui all’inizio degli Anni Novanta è stato candidato sindaco di Torino, Rosso ha poi aderito al partito di Giorgia Meloni. Oltre che assessore regionale, è anche capogruppo di FdI in Comune a Torino.

“Secondo le risultanze delle indagini Roberto Rosso è sceso a patti con i mafiosi. E l’accordo ha avuto successo”, ha detto Francesco Saluzzo, procuratore generale del Piemonte. Gli investigatori hanno documentato – anche con immagini – diversi incontri tra Rosso e alcuni presunti boss, tra cui Onofrio Garcea, esponente del clan Bonavota in Liguria, anche in piazza San Carlo a Torino.

 

 

 

 

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