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Next Generation Eu: entro il 2026, raccoglierà sui mercati 806 miliardi di euro

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AgenPress. La Commissione Ue lancia il piano per finanziare il Next Generation Eu: entro il 2026, raccoglierà sui mercati 806 miliardi di euro: 150 miliardi l’anno. Lo ha annunciato il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn.
La prima emissione per finanziarlo è prevista per giugno: “la Commissione – sottolinea Hahn -sarà pronta per andare sui mercati non appena gli Stati membri avranno completato il processo di ratifica” della decisione sulle risorse proprie.
“E’ molto realistico” prevedere che gli Stati membri che si vedranno approvare per primi i piani nazionale di ripresa e resilienza potranno ricevere “il pre-finanziamento del Next Generation Eu, pari al 13% dell’ammontare” allocato agli Stati, “in luglio” e gli altri in una seconda tranche “a settembre”.
La logica per erogare i fondi è quella del “chi prima arriva, prima è servito”, ha detto Hahn. Il 13% del pre-finanziamento ammonta “a circa 45 mld”. I Paesi sono chiamati a presentare i piani entro aprile e toccherà poi a Commissione e Consiglio Ue valutarli.
I titoli avranno una durata variabile (da 3 a 30 anni), ma è prevista anche l’introduzione di obbligazioni con scadenza inferiore all’anno.
Quindi il 30% delle risorse necessarie per finanziare il piano Next Generation Eu (NGEU) sarà raccolto sui mercati attraverso l’emissione di green bond, annuncia il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, confermando che per sostenere il NGEU e la ripresa economica in Europa sarà necessario raccogliere sui mercati 800 miliardi di euro fino al 2026.
Sono diciassette gli Stati membri che finora hanno completato la ratifica sulla decisione di aumentare le risorse proprie del bilancio Ue, necessaria per autorizzare la Commissione Ue ad andare sui mercati e sbloccare le prime risorse del Next Generation Eu. Mancano ancora: Germania, Estonia, Polonia, Ungheria, Austria, Finlandia, Romania, Paesi Bassi, Irlanda e Lituania.
L’economia dell’area euro., sostiene la Bce, “dovrebbe vedere una forte ripresa nella seconda metà dell’anno” tuttavia “l’incertezza resta alta e la ripresa sarà fragile con il Pil che raggiungerà i suoi livelli pre-crisi nel secondo semestre del 2022”, mentre l’ufficio statistico europeo, Eurostat, evidenzia come il tasso di occupazione con la pandemia nel 2020 cala in tutta Europa ma in Italia cala di più della media.
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