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Rotondi: “Nell’attuale quadro politico manca all’appello il Centro”

Agenpress. A ben vedere, dopo le elezioni politiche del 2018 sono tornati i partiti che c’erano prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Nel 1993 Fini e la Lega occupavano la riva destra, e il Pds quella sinistra. La Dc resisteva al centro in forma di partito popolare al 14 per cento (guarda caso la cifra che i sondaggi assegnano al partito di Conte).

Oggi il quadro politico è sorprendentemente simile: a destra ci sono Salvini e la Meloni, eredi di Bossi e Fini; a sinistra il Pd rappresenta la continuità del Pci/Pds. Manca all’appello il Centro, la Dc.

Conte potrebbe colmare questo vuoto. Ma potrebbe farlo anche Berlusconi. La sua parabola politica può completarsi ancora nella fondazione di una sorta di gollismo italiano, erede a un tempo della Dc e di Forza Italia. Ci vorrebbero facce fresche, carismi nuovi, senza mortificare naturalmente il consiglio e l’esperienza di quanti – anch’io fra questi – sono rimasti accanto a Silvio in tutte le traversate nel deserto. Ciò detto, dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che per noi non è più il tempo della prima linea.

La sfida del proporzionale dà a Berlusconi la possibilità di un nuovo inizio. Questo gollismo in salsa democristiana sarebbe naturalmente in concorrenza col partito di Conte. O forse no, chissà: il premier non ha spigoli, e Silvio ama definirsi “concavo e convesso”.

E’ quanto dichiara l’on. Gianfranco Rotondi, vicepresidente del gruppo FI alla Camera e presidente della Fondazione Dc.

 

 

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