Giudici onorari anche a farsi aggredire…basta!!!

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Agenpress. Signor Ministro,

ancora una volta siamo costretti a sollevare obiezioni in merito a quanto riportato nel comunicato ufficiale del Suo Dicastero all’esito dell’incontro con la categoria tenutosi il 4 dicembre scorso, con l’amarezza dettata dalla constatazione del tempo perduto nella speranza di ricevere giustizia da chi ci chiede di garantire giustizia.

La delusione è alimentata in maniera esponenziale dalla consapevolezza che anche questo Ministro utilizza lo spettro delle esigenze contabili per dissimulare la volontà di non cambiare nulla.

Tale infatti sarebbe una modifica al sistema dettato dalla legge Orlando che non tenesse conto degli spunti offerti dalle associazioni, su pochi ma essenziali punti ben noti.

Davvero, offende la nostra intelligenza il tentativo di addurre esigenze di natura contabile, quando il progetto di riforma di matrice governativa risulta bollinato per una previsione di spesa ben al di sotto del fondo di bilancio attualmente a disposizione della magistratura onoraria, e non si discosta affatto dalla previsione di spesa che fu del precedente Ministro Orlando.

Cambiare per nulla modificare. Questo è l’atteggiamento ministeriale che, dopo aver ridotto unilateralmente “al ribasso” uno stiracchiato accordo su punti base di riforma, ha lasciato la clausola “salvo intese” vuota.

Appare evidente la volontà di lasciare che il tracollo della Orlando faccia il suo corso dal 2021, ritoccando qua e là un impianto che rimane invariato, a tutto detrimento di una categoria sfruttata in alcuni casi sino alla morte, senza un ringraziamento se non meramente di facciata.

Si faccia chiarezza sul perché l’attenzione dei governi sia sempre rivolta ai precari ma mai ai magistrati onorari, respingendo al mittente ogni legittima richiesta di tutela del diritto al proprio futuro e alla giusta retribuzione con un rifiuto fondato sempre su falsi problemi.

Falso è il problema del vincolo di bilancio, se improvvisamente il MEF dichiara di aver rinvenuto ben 400 milioni di euro nelle pieghe del bilancio per realizzare la “stabilizzazione” dei vigili del fuoco, e per il reddito di cittadinanza.

Falso è il problema del bilancio quando la Ragioneria dello Stato ha bollinato l’intervento riformatorio di Bonafede per una somma ben al di sotto di quanto è nella disponibilità del fondo 1362, quando negli ultimi anni per la magistratura onoraria si è sempre speso meno di quanto fosse disponibile.

Delle due l’una: il vincolo di bilancio è un falso problema o ai 400 milioni di euro che il governo proclama aver rinvenuto nelle pieghe del bilancio concorrono le somme che dovrebbero essere destinate alla magistratura onoraria e non si ha la volontà politica di fare giustizia a chi dispensa giustizia di primo grado!

Cui prodest?

Cui prodest soprattutto quando l’Europa volgerà l’attenzione all’Italia e al modo con cui tratta   i suoi “non lavoratori” della giustizia, schiavizzati con il cottimo e con circolari vincolanti nonostante l’onorarietà.

Cui prodest quando il sistema giustizia volgerà al collasso nel 2021 per carenza di personale a pieno regime e l’utenza sarà gabbata per l’ennesima volta da una giustizia lenta?

Certamente la magistratura onoraria non intende subire passivamente giustificazioni pretestuose e non si volta oggi dall’altra parte a pretendere il giusto trattamento dopo decenni di servizio, dopo le ore e la vita sacrificate al servizio dello Stato!

Non possiamo più subire!