Fase 2. Berlusconi, confusa incerta e contraddittoria, fa male alle persone e alle imprese

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Agenpress – “Un conto è la collaborazione istituzionale nell’emergenza, che noi abbiamo garantito dal primo giorno e continueremo ad assicurare all’Esecutivo in carica, un altro conto è un sostegno politico al Presidente Conte e al suo Governo, per il quale non vi sono e non vi saranno mai le condizioni”.

Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi a Radio 24. “Il nostro è l’atteggiamento di un’opposizione responsabile, che non cessa di essere opposizione, e infatti  siamo molto critici del modo nel quale il governo sta gestendo questa fase, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza economica e le difficoltà in cui si trovano cittadini e imprese”.

“Non mi convince affatto l’impostazione della fase 2: mi pare molto confusa, incerta e piena di contraddizioni. Se c’è una cosa che fa male alle persone e alle imprese è l’incertezza”.

“Non mi sento di dare un giudizio tanto severo sull’Europa. Se vi sono state lentezze e ritardi nell’intervenire a favore dell’Italia, è stato proprio a causa delle resistenze dei partiti sovranisti che sono forti in alcuni paesi del nord-Europa”, ha detto ancora. “Ma il sistema Europa, dopo qualche incertezza iniziale che io per primo ho condannato, sta rispondendo all’emergenza meglio di quanto abbia fatto il nostro governo”.

“E’ assolutamente indispensabile che i negozi riaprano il 4 maggio, non un giorno più tardi. Una contraddizione ancora più grave è il divieto delle funzioni religiose. E’ un atto che definisco ai limiti del persecutorio. Perché le persone possono andare in fabbrica o in ufficio ma non a Messa? E’ un tema di libertà religiosa ma anche di rispetto per i tanti italiani per i quali la Messa e la Comunione sono il momento più importante della vita spirituale. I Vescovi hanno fatto molto bene a far sentire la loro voce. Naturalmente la responsabilità di queste scelte non è del dottor Colao o della sua Task Force, è invece il Governo che decide ed è al Governo – aggiunge Berlusconi – che vanno le nostre critiche e le nostre richieste di cambiamento”.

“Non è sano per un bambino o per un adolescente rimanere chiuso in casa, essere sottratto alla frequentazione dei suoi coetanei, e la didattica viene danneggiata da questa situazione. A ciò si aggiunge il disagio di molte famiglie che – ricominciando a lavorare – non sanno a chi affidare i figli minori”.

“Tuttavia mi rendo conto del fatto che occorre molta prudenza: la scuola è un luogo ideale di contagio e il distanziamento negli istituti scolastici è molto difficile, soprattutto per i più piccoli, che poi a loro volta possono infettare gli adulti e gli anziani in famiglia. E’ un tema sul quale dobbiamo fidarci del parere dei sanitari. Però una cosa è davvero intollerabile, l’incertezza sul futuro. Per molte famiglie  questo è il danno peggiore”.