Autostrade, Toninelli (M5S): “Se fossi ancora al Ministero stato sarebbe già concluso l’iter di revoca all’Aspi”

522

AgenPress. Danilo Toninelli, senatore del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Come ha anche stabilito la Consulta, abbiamo fatto bene a togliere a chi doveva manutenere un ponte la gestione della ricostruzione del ponte stesso. Prima di tutto da un punto di vista etico, di giustizia e di interesse pubblico. Non potevamo certo affidarci a chi il ponte l’aveva fatto crollare.

Riaffidamento della gestione del nuovo ponte ad Aspi? Se fossi ancora al Ministero questi non l’avrebbero visto neanche col binocolo il nuovo ponte di Genova, perché sarebbe stato già concluso l’iter di revoca.

Così come siamo stati in grado di vietare per legge di farglielo ricostruire, saremmo stati anche in grado per legge di evitare di riconsegnarglielo. Le politiche dei Prodi e dei Berlusconi che hanno regalato ai Benetton metà degli autostradali, con guadagni di 3 miliardi di euro all’anno, è ovvio che ci siano insidie, perché come fai un passetto di fanno causa. Hanno fatto ricorsi per qualunque provvedimento. Però prima del dettaglio giuridico c’è l’indirizzo politico, perché se tu hai un indirizzo politico chiaro poi lo traduci in decreto.

In questo la ministra De Micheli delude profondamente, così come il fatto che non abbia applicato i decreti attuativi dello sblocca cantieri che avrebbero permesso già oggi di sbloccare decine e decine di opere, è stato perso un anno. Bisogna avere il coraggio, perché l’interesse pubblico viene prima dell’interesse personale.

Questo dossier va risolto bene, nell’interesse generale e prima della commemorazione del secondo anno della tragedia, altrimenti ci saranno problemi seri. Problemi per la tenuta del governo? Dico solo che ci saranno problemi seri. Finchè ho partecipato ai tavoli tecnici su Aspi ho sempre trovato un presidente Conte risoluto e convinto perché è un uomo di una profonda umanità che non ha mai accettato che una società se ne fottesse della sicurezza perché aveva come unico interesse quello di spartirsi dei dividendi enormi. Adesso dobbiamo arrivare alla conclusione del dossier che deve ristabilire la giustizia sociale e politica, questo significa: via i Benetton dalle concessioni autostradali”.