Schifani (FI): “Mi preoccupa il clima di tensione nel Paese e nella politica”

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AgenPress. Renato Schifani, senatore di Forza Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Riguardo la situazione politica in questo periodo di crisi sanitaria. “Mi preoccupa lo stato di tensione in cui il Paese, ma anche la politica stanno affrontando in occasione di questa seconda ondata. In primavera c’era una maggiore coesione sociale e anche politica. Sono passati dei mesi, sono stati fatti anche alcuni errori, adesso c’è un clima che mi preoccupa.

La maggioranza litiga al proprio interno parlando di rimpasto, il governo ha un atteggiamento sempre più sordo nei confronti dell’opposizione. L’intervento del senatore Marcucci sul rimpasto di governo ci ha sorpreso, mi preoccupa il fatto che abbia fatto questo richiesta e poi sia stato smentito dal suo segretario politico. Come è successo in Francia giorni orsono, quando si è votato in parlamento il lockdown all’unanimità, mi auguro che anche il nostro Parlamento ritrovi una coesione. Mi auguro un cambio di passo e un abbassamento di toni da parte della politica in generale.

Oggi dovremmo tutti concentrarci su quali sono le misure migliori per combattere il virus. Conte secondo me è frenato nella condivisione con l’opposizione è frenato da alcune forze di maggioranza, non mi riferisco al PD. E’ evidente che occorre un raccordo tra governo e opposizione per un dialogo costruttivo.

Come ha detto Berlusconi, i voti di FI ci saranno sempre non per il governo, ma per il Paese. Se si porterà in aula il Mes, Forza Italia ci sarà. Occorre che la politica faccia un cambio di passo, abbandoni la litigiosità. Conte abbia il coraggio di farsi sentire con noi, di chiamarci e coinvolgerci perché abbiamo dimostrato di non assumere atteggiamenti barricaderi. Saremo sempre pronti e disponibili al confronto nell’interesse degli italiani”.

Sull’impreparazione alla seconda ondata. “Credo che le colpe siano diffuse tra potere centrale e periferico. Il sistema di riparto delle competenze della sanità va rivisitato. Io non sono per lo statalismo, ma se oggi il sistema sanitario non è all’altezza della situazione, dopo un’estate in cui doveva adeguarsi, le responsabilità sono da distinguere tra centro e periferia. Una modifica dell’articolo sulla sicurezza sanitaria andrebbe rivisitato”.