Artem Uss, evaso da Milano è tornato in Russia. “Sono tornato nel mio Paese, non mi fido della giustizia italiana”

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AgenPress –  Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto accertamenti ispettivi relativamente alla decisione dei magistrati milanesi di sostituire la misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari e braccialetto elettronico.

Quest’ultimo è stato rotto dal quarantenne uomo d’affari russo Artem Uss per evadere e rientrare in Patria. Il  giorno prima, la Corte d’Appello milanese aveva dato il via libera all’estradizione richiesta dagli Usa,  mentre la Procura generale era contraria e il dipartimento di Giustizia americano aveva messo in guardia sul fatto che potesse scappare. Sempre a Basiglio la famiglia Uss per oltre 1,5 milioni di euro ha acquistato una ex cascina (pare che fosse in Italia per questo affare).

“Sono in Russia! In questi pochi giorni particolarmente drammatici, persone forti e affidabili mi sono state accanto. Le ringrazio. Il tribunale italiano, sulla cui imparzialità inizialmente contavo, ha dimostrato la sua chiara parzialità politica. Purtroppo è anche pronto a piegarsi alle pressioni delle autorità statunitensi”.

Artem Uss e altri cinque russi sono stati accusati negli Usa di elusione delle sanzioni, riciclaggio di denaro, contrabbando di petrolio venezuelano e trasferimento di materiale duale. Il figlio del governatore è stato arrestato su mandato degli Usa lo scorso 17 ottobre all’aeroporto di Milano, da dove sarebbe partito per la Turchia. All’inizio di dicembre è stato trasferito dal carcere agli arresti domiciliari.

Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia, proseguono  per ricostruire la fuga  che ha permesso all’uomo di arrivare in Russia, passando probabilmente per Slovenia e Serbia e forse grazie a qualche volo.  I magistrati milanesi più volte in questi giorni hanno incontrato autorità statunitensi. Le indagini puntano a individuare chi ha gestito quel blitz. “Le missioni diplomatiche russe faranno del loro meglio per proteggere gli interessi di Uss”, aveva detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. E la Russia aveva inoltrato ai giudici pure un mandato d’arresto per riaverlo, sulla base di una non meglio precisata accusa di riciclaggio. Ora è stato revocato e “le misure di restrizione” sono state “modificate in restrizioni di viaggio”.

“Ci sono molte versioni su come sia andata, ma non farò commenti. Sono solo contento che mio figlio Artem sia tornato a casa. E per questo ringrazio Vladimir Putin: non è solo il nostro presidente, ma è soprattutto un uomo con un cuore grande e generoso”, ha detto con un videomessaggio il padre Alexander Uss, ricchissimo governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk ed esponente politico di Russia Unita, lodando il Cremlino per il rientro in patria del figlio.

 

 

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