Dark Web, nel 2022 oltre 1,6 milioni di alert cyber

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AgenPress. Contrariamente a quello che molti pensano, quando si parla di Deep Web e Dark Web si intendono due territori digitali differenti, e non due facce della stessa medaglia. Erroneamente demonizzati, i due termini non indicano qualcosa di pericoloso, bensì due spazi distinti del web: se il Deep Web è quella parte di internet che non viene indicizzata dai motori di ricerca, il Dark Web può essere considerato come un suo sottoinsieme, raggiungibile però solo mediante software specifici che consentono la non-rintracciabilità – e dunque il pieno anonimato – all’utente.

Nonostante il 90% dei contenuti presenti nel Dark Web sia legale, il restante 10% è costituito da siti illegali, dove è possibile trovare armi, droga, merce contraffatta, materiale pedopornografico e dati rubati, motivo per cui a volte questo spazio viene considerato oscuro e pericoloso.

Dati triplicati nel Dark Web

Secondo quanto emerso dall’ultimo Osservatorio Cyber realizzato da Crif, nel 2022 la circolazione di dati nel Dark Web non solo è stata superiore rispetto al passato, ma è addirittura triplicata.

Oltre alle credenziali degli account di posta elettronica, gli hacker si sono dedicati soprattutto alle combinazioni di dati che includono carte di credito e numeri di telefono: se le prime hanno visto un incremento del +10,5%, le seconde hanno registrato una crescita del +4,4%. Numeri preoccupanti, che hanno causato l’invio di oltre 1,6 milioni di alert solamente nel 2022. Se tra gli utenti più a rischio troviamo gli uomini con più di 40 anni, tra quelli più al sicuro compaiono gli under 30, probabilmente grazie alla loro maggior dimestichezza con gli ambienti digitali.

Ma come vengono utilizzati i dati estorti? Secondo gli esperti, le informazioni rubate possono essere usate per vari scopi, come entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi abusivamente, rubare denaro o compiere truffe attraverso phishing o smishing.

Per questo motivo è necessario aumentare le difese, limitando le informazioni personali online, assicurandosi della sicurezza della rete internet, prestando attenzione a ciò che si scarica, installando un antivirus e scegliendo password efficaci. Essendo le password e le mail tra i dati più vulnerabili, è raccomandabile sfruttare strumenti specifici per conservarle in sicurezza: un esempio? Il password manager, un servizio, disponibile in varie versioni, che permette di gestire in totale autonomia le proprie password, oltre che generarne di nuove efficaci. Grazie a questo tool è così possibile creare il proprio archivio digitale di password.

Dati sanitari tra i più richiesti sul dark web

Secondo gli ultimi studi in materia di cybersecurity, tra i dati preferiti dagli hacker di tutto il mondo ci sarebbero quelli sanitari: ospedali, centri medici e laboratori di analisi sono infatti alcuni dei posti più a rischio, in quanto è proprio dalle cartelle cliniche dei pazienti che è possibile estrarre più dati e informazioni sugli stessi, riuscendo in questo modo a portare a termine crimini molto più gravi come il furto d’identità o il ricatto.

Numerosi sono stati i casi di attacchi informatici con conseguente furto di dati nella sanità italiana, motivo per cui è necessaria una maggiore attenzione e un aumento delle capacità di reazione. Tra software obsoleti, bassi livelli di protezione per i device medici, budget ridotti e insufficienti monitoraggi dei rischi in relazione alle infrastrutture sanitarie e ai dispositivi medico-diagnostici, sono ancora molte le cose da fare per aumentare le difese e proteggere i dati dei pazienti.

 

 

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