Una polemica inutile tra Ernesto Galli della Loggia e il Ministro Giuli

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AgenPress. Ho letto l’editoriale apparso sul Corriere della Sera a firma di Ernesto Galli della Loggia sul Governo Meloni e soprattutto sulle attività culturali connesse.  Dalle considerazioni di Della Loggia emergono contestazioni fuori luogo, inesatte e prive di una analisi concreta. Fatto discutibile per chi come Della Loggia che seppur all’interno del Ministero della Cultura Mic presiedendo una importante Commissione dimostrerebbe la mancata conoscenza di determinate problematiche. O forse per voler essere indulgenti,  una  conoscenza  più che sommaria lo avrebbe portato a distorcere il senso.
Credo, comunque, che un mea culpa per Della Loggia sarebbe davvero d’uopo. Innanzitutto dovrebbe spiegare tantissimi fattori che lo avrebbero indotto al respingimento di alcune istanze afferenti i Comitati nazionali proposte da Boccaccio o Papini. In proposito ritengo non possa essere accettabile la motivazione sostenuta da Della Loggia circa il mancato accoglimento di domande fondato sulla modalità di impostazione delle stesse.
E no. Troppo semplicistico. Un paradosso tipico in questi contesti. È venuto allo scoperto. O meglio si è scoperto quanto le proprie valutazioni sostanziate dalla bocciatura delle proposte avanzate dai  Comitati su Gentile, Papini, Magli e molti altri siano squisitamente ideologizzate. Ma la domanda che mi corre l’obbligo fare è questa. Come si può ancora consentire la presidenza di una Commissione in capo a  Ernesto Galli Della Loggia così ferocemente scagliato non soltanto sul Governo Meloni ma in particolare contro il Mic da cui il proprio incarico emana.
A dimostrazione di un pensiero di sinistra non  intellettualmente scevro da condizionamenti. Della Loggia docente universitario emerito nominato all’interno del Mic dal  precedente Ministro risulterebbe nitidamente impigliato in quelle griglie  dalla doppia saldatura tipica delle sinistre attuali.  Si può ancora pensare possa proseguire una collaborazione con un Ministro con il quale al posto di un armonico dialettico confronto rivolga un’azione permeata da critiche improduttive?
Mi chiedo e ci chiediamo perché resti ancora a presiedere quella tal Commissione,  quale sia la ratio del proseguimento dell’incarico?!
Ernesto Galli Della Loggia dovrebbe manifestare  dignitosamente la volontà  di esprimere le proprie dimissioni. Sarebbe consono alle persone ragionevoli e di onestà intellettuale.  Modalità in linea a coloro che pongono al centro del pensiero la mistificata Ragione. Non si continui  a parlare ancora di fascismo e di mancanza di libertà. Galli della Loggia affermi la propria intellettualità dimettendosi. Non resti all’interno del Mic ponendo in essere sterilmente critiche.
Ma poi criticare cosa? A parte il fatto che il suo articolo sia un  frammentato mosaico di pensieri avulso da  proposte concrete e contraddittorio dialettico.  Dal suo editoriale emerge  sostanzialmente un Mea Culpa.
In sostanza sì.
Insomma un pretesto, avendo Ernesto Galli della Loggia ampiamente  compreso quanto l’attuale governo Meloni  in ambito culturale stia operando efficacemente.
PIERFRANCO BRUNI 
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