Renzi: “Trump capisce solo il linguaggio della forza: l’unica cosa da non fare è mostrarsi spaventati o deboli”

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AgenPress. Il mondo è sempre più ingarbugliato come stiamo vedendo anche in queste ore. Trump rilancia sulla Groenlandia. Lo fa per provocare gli europei, certo. Anche perché ha bisogno di diversivi e di distrarre l’opinione pubblica dai suoi veri problemi che sono i file Epstein per la base che ama Trump e l’inflazione per tutti gli americani. Ma è ovvio che l’America non può attaccare un Paese della Nato, dai. A Trump basta dirlo per creare il caos, distogliere l’attenzione dei media dai veri problemi, costringere l’Europa a inseguire.
Io credo negli Stati Uniti d’Europa e dico che mi piacerebbe una base militare unitaria dell’Europa in Groenlandia, come risposta alle strampalate dichiarazioni della Casa Bianca. L’Europa reagisca lavorando meglio insieme, facendo l’esercito comune, impostando una strategia unitaria sulle materie rare e l’energia. Trump capisce solo il linguaggio della forza: l’unica cosa da non fare è mostrarsi spaventati o deboli.
Io credo negli Stati Uniti d’Europa, sogno che i democratici americani tornino ai tempi di Kennedy, Clinton o Obama, spero che le elezioni di Midterm a novembre aiutino a frenare l’irruenza della Casa Bianca. Ma non arriverò mai a paragonare il Presidente americano a un dittatore che ha portato il suo Paese nella povertà assoluta pur avendo petrolio in abbondanza, che ha ucciso e deportato gli oppositori, che ha denutrito due terzi della sua popolazione.
Trump va criticato perché mette i dazi, non perché toglie Maduro. Trump va criticato perché prende in giro l’Europa, non perché mette nel mirino l’Iran. Trump va criticato perché indebolisce il multilateralismo, non perché caccia un dittatore.
E chi scopre solo ora il diritto internazionale dovrebbe ricordare che Maduro, come gli ayatollah iraniani, ha letteralmente disintegrato il diritto interno e internazionale in questi anni. Chiedetelo agli otto milioni di venezuelani che sono scappati se abbia senso il dibattito sul diritto internazionale per loro. Chiedetelo ai venti milioni di venezuelani che stanno sotto la soglia di povertà se la loro preoccupazione è il cibo o un manuale di diritto internazionale.
Trovo che ci sia una parte della sinistra che non coglie la fase politica che stiamo vivendo. Si costruisce un’alternativa alla Meloni con un’agenda basata su tasse e sicurezza, non con l’agenda Maduro o le manifestazioni della CGIL per i venezuelani. La sinistra deve ritrovarsi sulla quotidianità della vita degli italiani, non sui sentimenti antiamericani o anti Israele. Parliamo di tasse e sicurezza, non della Flotilla o di Maduro. È su questo che il centrosinistra prenderà la maggioranza degli italiani. Dobbiamo vincere nelle periferie italiane, non sulle ideologie venezuelane o iraniane.
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