Sansò: “Maduro dittatore brutale. Blitz USA inevitabile, ma il vero obiettivo di Trump è il petrolio”

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AgenPress. “Maduro era un dittatore totale, brutale, sistematico: aveva messo in prigione più di cinquemila oppositori, come certificato già nel 2019 dalle Nazioni Unite. Ha perso le elezioni in modo plateale, è stato beccato con le urne, con i voti, ma ha dichiarato di aver vinto. Non c’era modo di tirarlo fuori per le buone, perché aveva la forza, i militari, le armi. L’unico modo per farlo era con un’altra forza, ancora più forte della sua. Questo blitz non me lo aspettavo così spettacolare e chirurgico, ma lo ritenevo inevitabile”.

Lo ha dichiarato Baldo Sansò, ex consulente del Ministero dell’Energia e del Petrolio del governo del Venezuela, intervenendo a “Il Timone” condotto dal direttore editoriale Daniele Biacchessi sulla FM di Giornale Radio.

“Gli Stati Uniti hanno trovato nel narcotraffico un argomento utile, ma non è la reale motivazione del blitz. Il vero obiettivo resta il petrolio. Maduro ha distrutto l’economia venezuelana e trasformato il Paese in una dittatura fondata sulla miseria”, ha aggiunto Sansò.

L’imprenditore italo-venezuelano, che per anni fu superconsulente del Ministero durante l’era Chavez, ha ricordato che: “Il Venezuela si è impoverito perché tutto ruotava intorno a un solo prodotto: il petrolio. Un business troppo profittevole che ha reso improduttiva tutta l’economia. Era come una grande torta di cui tutti volevano un pezzo, senza creare vero valore”.
Sansò ha infine ricordato la sua breve esperienza con il governo Maduro: “All’inizio pensavo potesse esserci una riconciliazione tra i poveri di Chavez e la borghesia urbana. Invece Maduro ha scelto la confrontazione e il Paese è precipitato nel disastro. Quando ho capito che non ci sarebbero state riforme, ho detto a mia moglie: torniamo in Italia, perché arriverà il disastro. E così è stato”.

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