Sabella: “Il processo digitale incompatibile con la giustizia penale. Credo ci sia incompetenza negli uffici legislativi”

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AgenPress. “Hanno creato questa maledetta app con cui hanno paralizzato la giustizia penale, si sono inventati questo processo digitale che secondo me è totalmente incompatibile. Il problema è che l’hanno fatto con infrastrutture che risalgono al 2000, ma ci dobbiamo adeguare. Quello che prima facevamo con il cartaceo in 3 secondi, ora si fa in 30 minuti, sempre che funzioni il computer. È l’ultima scienziataggine che hanno fatto questi”.

Così Alfonso Sabella, magistrato, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

“Il compito della magistratura non è quello di mettere un timbro su cosa fanno Polizia e Carabinieri, ma verificare se quello che è stato fatto da loro sia corretto e applicabile, altrimenti si potrebbe fare a meno della giustizia penale. Il compito è vegliare che quanto fatto al momento sia sufficiente per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità di una persona – ha proseguito il magistrato – Errori ne abbiamo fatti, come è normale che sia, ma spesso ci danno responsabilità che non sono nostre. Ci hanno lasciato la Cartabia, e poi la colpa è dei magistrati. Credo ci sia molta incompetenza negli uffici legislativi”.

“È chiaro che al referendum una persona che si rende conto della situazione non può fare altro, secondo me, che votare no – ha concluso Sabella – Poi io sul piano personale qualche ruggine ce l’ho, quindi l’idea di consumare una vendetta c’era, ma voterò chiaramente no, nonostante la mia situazione personale che è drammatica”.

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