Incontro magistrati in tirocinio. Mattarella: “La magistratura italiana ha contribuito all’attuazione dei principi costituzionali”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. Un saluto particolare e un benvenuto al Quirinale a tutti voi, magistrati in tirocinio. L’incontro in questo Palazzo è l’occasione per sottolineare l’importanza della delicata e complessa funzione che siete chiamati a esercitare. Ne rappresenta un segno l’articolato percorso formativo in atto, diretto ad ampliare le vostre conoscenze e a fornirvi gli strumenti, anche deontologici, indispensabili per lo svolgimento dell’attività giudiziaria.

Proprio quest’anno – per voi così significativo sul piano personale – ricorrono gli ottant’anni della Repubblica: in una sala vicino a questa, al Quirinale, è custodito uno dei tre originali del testo della Costituzione, sulla quale si fonda la vita della nostra Repubblica.

In questo arco temporale la magistratura italiana ha contribuito all’attuazione dei principi costituzionali. Al contempo, ha vissuto un’ampia evoluzione nello svolgimento dei compiti che l’architettura costituzionale le ha attribuito. Il percorso svolto fino a oggi è utile per comprendere il ruolo della magistratura e gli ambiti entro i quali si deve svolgere la funzione assegnatale dalla Costituzione, nell’esercizio della giurisdizione, attraverso l’interpretazione e l’applicazione rispettosa e imparziale della legge.

Il contributo dato dalla giurisprudenza allo sviluppo della cultura giuridica è ormai patrimonio della sua storia.

Il giudice, anche investendo la Corte costituzionale, ha spesso promosso l’attuazione di valori costituzionali con il riconoscimento di diritti per poter rispondere alle domande di giustizia da parte dei cittadini, talvolta stimolando l’attività del legislatore a fronte di istanze nuove.

La nostra Carta fondamentale, al pari delle altre costituzioni europee nate nel secondo novecento, all’indomani dei devastanti conflitti mondiali e delle esperienze drammatiche delle dittature, si fonda sui principi della democrazia liberale basata sulla separazione dei poteri, perseguendo – come è noto – il duplice obiettivo di bilanciare i poteri dello Stato e di garantire i diritti inviolabili e le libertà fondamentali di ciascuno.

In questo quadro costituzionale, alla magistratura viene affidato un compito cruciale: applicare la legge e tutelare i diritti della persona. Si tratta di un’attività complessa che richiede maturità, profonda conoscenza delle fonti giuridiche, assoluta imparzialità nell’interpretazione.

L’interpretazione e l’applicazione della legge comportano un compito impegnativo dovendo il giudice fare riferimento all’intero ordinamento giuridico, al rispetto della Costituzione e delle fonti internazionali, tenendo anche conto dei precedenti giurisprudenziali. L’applicazione della legge non consente mero automatismo ma rappresenta l’esito di una doverosa attività di ponderazione e di valutazione di cui deve farsi carico il magistrato, sia giudicante che requirente.

La soggezione del giudice alla legge, del resto, impone alla magistratura di individuare la soluzione appropriata per ciascuna fattispecie concreta, rimanendo sempre rigorosamente ancorata al complesso del diritto positivo.

La decisione giudiziaria, una volta assunta, nel nostro Stato di diritto non è una verità assoluta ma è sottoposta a verifiche e controlli – così come richiesto dalla Costituzione per qualunque attività istituzionale – così da assicurarne la conformità all’ordinamento.

La risposta di giustizia, oltre che ancorata a una sapiente ricostruzione normativa, deve anche essere comprensibile. Per questo la motivazione dei provvedimenti assume un ruolo centrale: consente alle parti e all’intera collettività di comprendere le ragioni della scelta operata e anche di verificarne la coerenza giurisprudenziale. Questa coerenza è alla base della prevedibilità della decisione; la prevedibilità non è espressione di conformismo giudiziario ma, al contrario, esprime rispetto per la centralità della persona e contribuisce all’attuazione dell’art. 3 della Costituzione, perché assicura la parità di trattamento.

Occorre, pertanto, aver riguardo all’elaborazione giurisprudenziale della Corte di cassazione, che svolge una fondamentale funzione di orientamento delle decisioni giudiziali, sia per i giudici sia per i pubblici ministeri, anche tenendo conto delle pronunce delle Corti europee.

L’ampliamento in chiave sovranazionale delle fonti del diritto ha contribuito a delineare, in maniera complessa ma più completa, l’orizzonte entro il quale si realizza la tutela dei diritti, oltre a consentire il progressivo avvicinamento delle normative nazionali nella sempre più necessaria integrazione europea.

Nel nostro sistema la magistratura è selezionata sulla base di un concorso, peraltro particolarmente impegnativo – come ben sapete -, perché in tal modo si cerca di contribuire a garantire al meglio la professionalità necessaria ad assicurare l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario. È la qualificazione tecnica lo strumento che rappresenta il primo fondamento che legittima all’esercizio della giurisdizione. Nel corso della vostra carriera dovrete quindi assicurare livelli di professionalità elevati, perché anzitutto su questo si fonda la credibilità delle decisioni.

Le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura sono indiscutibili, proprio perché funzionali ad assicurare che le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne dovute a condizionamenti, pregiudizi, influenze o per il timore di ritorsioni o di critiche. Per rendere effettiva questa irrinunziabile indipendenza, la Costituzione ha scelto il modello del governo autonomo della magistratura.

Chi esercita la giurisdizione ha il dovere di essere imparziale, di testimoniare imparzialità in ogni contesto, anche extrafunzionale, per evitare che il comportamento del singolo possa porre a rischio la fiducia dei cittadini nel corretto svolgimento dell’attività giudiziaria. Il rigore morale e l’alta professionalità costituiscono i due elementi che sorreggono la credibilità dell’Ordine giudiziario.

Il compito che vi aspetta è complesso e, insieme, avvincente. Questa consapevolezza non deve suscitare apprensione ma va tradotta in senso di responsabilità nell’esercizio della giurisdizione. Anche a voi tocca essere agenti della Costituzione, attori nella difesa della legalità e della giustizia, presidio dei diritti di ogni persona.

Per affrontare un compito così alto vi sarà utile, accanto alla profonda conoscenza del diritto, la ricerca di leale confronto, il rifiuto di ogni forma di presunzione, attitudini che inducono alle doti preziose dell’umiltà e della prudenza del giudizio.

Doti che, in ogni ambito e in ogni tempo, è sempre stato più facile elogiare piuttosto che praticare.

Sono certo che nel corso della vostra carriera – che vi auguro brillante -manterrete pienamente fede all’impegno assunto nei confronti della Repubblica, svolgendo le vostre funzioni con l’entusiasmo e con la dedizione che vi hanno condotto fin qui.

Vi esprimo – accanto alle congratulazioni per la vostra scelta professionale e per il successo conseguito – gli auguri più intensi per la vostra attività.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -