AgenPress. L’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa ha segnato oggi una data storica per i diritti civili, approvando a larghissima maggioranza le raccomandazioni della Commissione Affari Sociali. Con un voto netto, l’Assemblea ha respinto la proposta di modifica nota come “Protocollo aggiuntivo di Oviedo”, una misura che minacciava di declassare i pazienti psichiatrici a cittadini di “serie B”, privandoli delle tutele fondamentali.
Il documento approvato non si limita a respingere il protocollo, ma rilancia con forza la centralità della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD). Un emendamento specifico, inserito durante la sessione, ha ulteriormente blindato la necessità di rispettare standard internazionali che non ammettono deroghe basate sulla salute mentale.
Il commento del CCDU: “Fine del modello coercitivo”
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) accoglie con estremo favore questo esito, vedendovi il coronamento di una battaglia per la civiltà e l’autodeterminazione.
“L’Assemblea Plenaria ha confermato che non possono esistere eccezioni ai diritti umani,” dichiara il Comitato. “È stata ribadita l’urgenza di una riforma dei servizi di salute mentale che abbandoni finalmente il modello coercitivo, oggi purtroppo diffusissimo. Il futuro deve appartenere a un paradigma olistico, incentrato sul supporto sociale e sul rispetto assoluto della dignità della persona.”
Appello al Parlamento Italiano
Il mondo del volontariato legato al sistema di salute mentale segue con estrema attenzione questi sviluppi, ricordando con forza che la Convenzione CRPD è già stata recepita come legge dello Stato in Italia. In un momento cruciale in cui il Parlamento italiano è impegnato nella discussione di nuove norme sulla salute mentale, le associazioni auspicano che il legislatore tenga in debito conto la decisione di Strasburgo. È fondamentale che ogni futura riforma nazionale sia pienamente coerente con i trattati internazionali e con il rifiuto di ogni logica discriminatoria o coercitiva.