Amsi–Umem, Giornalismo e salute globale nelle scuole: dal liceo Kant una lezione di informazione, verifica e futuro professionale

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AgenPress. Si è svolto lunedì 30 marzo 2026, dalle ore 10:15 alle 14:00, presso l’aula magna del Liceo Immanuel Kant di Roma, in piazza Zambeccari 19, l’evento orientativo “Le professioni della comunicazione. Giornalismo”, rivolto agli studenti delle classi terze. L’incontro si è inserito nell’ambito delle attività di orientamento dell’anno scolastico in corso, deliberate dal Collegio Docenti e coordinate dal professor Alfonso Liparulo.

Durante la mattinata si è affrontato il ruolo del giornalismo nelle sue diverse declinazioni, dal racconto dei fatti alla capacità di leggere i grandi scenari contemporanei, inclusi ambiente e salute. L’evento è stato moderato dalla professoressa Maria Luigia Menditto e dal professor Alfonso Liparulo, con la partecipazione di numerosi giornalisti, tra cui Aurelio Coppeto, direttore di AgenPress e vicedirettore di AISCNEWS, Alessandro Bernardini (A Sud), Marco Madoni (Venerdì di Repubblica), Giuseppe Motisi (Il Messaggero), Letizia Palmisano e Maria Giovanna (Abitare a Roma), Massimo Filipponi, freelance, oltre al professor Foad Aodi.

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Nel solco di questo confronto con gli studenti, AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (rete internazionale di informazione – Agenzia Mondiale Senza Confini) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire riflettono, analizzano e sottolineano come l’educazione all’informazione e alla salute globale rappresenti oggi una leva strategica per orientare i giovani verso scelte più consapevoli.

È intervenuto quindi, a nome delle suddette associazioni e movimenti, il professor Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista, direttore e fondatore di AISCNEWS, divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell’Università di Tor Vergata, che ha costruito il suo intervento collegando esperienza personale, attività clinica e comunicazione.

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FORMAZIONE, MEDICINA E COMUNICAZIONE: UN PERCORSO INTEGRATO

Aodi ha aperto il suo intervento partendo dal proprio percorso: «Sono arrivato in Italia dopo un percorso scientifico con indirizzo biologico, quindi ero già orientato verso la medicina; dopo la laurea e la specializzazione sono tornato oggi in università come docente e porto questa esperienza anche nella formazione». Da qui il passaggio alla comunicazione: «Dal 2000, con AMSI e le altre associazioni della rete, ho iniziato a lavorare nella comunicazione e nei comunicati stampa, imparando molto dalle agenzie e dai giornalisti, soprattutto nell’ambito della politica estera». In questo quadro ha sottolineato anche l’integrazione tra clinica e informazione: «Opero anche in ambito sanitario presso il Centro Medico IRIS Italia, e questa integrazione tra attività sanitaria e comunicazione mi ha permesso di sviluppare una visione più completa». Ha quindi ricordato le collaborazioni con Ansa, Adnkronos, Dire, LaPresse, e con testate come Repubblica, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, La Stampa, oltre a programmi televisivi come Uno Mattina, Rai News e Sky.

METODO GIORNALISTICO: VERIFICA DELLE FONTI E CULTURA DEL DATO

Entrando nel merito del lavoro giornalistico, Aodi ha posto una domanda chiave agli studenti: «Come si commentano le politiche a livello internazionale? Solo conoscendo le fonti, verificando i dati e applicando un metodo rigoroso, perché il giornalista deve sempre controllare la notizia e non può permettersi approssimazioni». Ha quindi precisato: «Le statistiche vanno analizzate nella loro completezza, considerando la forchetta minima, la forchetta massima e la media, perché i numeri sono fondamentali ma diventano utili solo se verificati e contestualizzati; altrimenti si rischia di fare opinione e non informazione».

DALLA PRIMAVERA ARABA AI CONFLITTI GLOBALI: LA VERIFICA SUL CAMPO

Collegando il metodo all’esperienza diretta, Aodi ha ricordato: «Ho seguito e commentato la Primavera Araba e numerosi scenari complessi, dalla Tunisia all’Iraq, dalla Siria alla Libia, dallo Yemen al Sudan, fino alla Somalia e alla Palestina, e in tutti questi contesti la verifica delle fonti è stata decisiva per raccontare correttamente i fatti».

PREVENZIONE, SALUTE E APPROCCIO CLINICO INTEGRATO


Il discorso si è quindi spostato sulla salute: «In età scolastica è fondamentale la prevenzione, con controlli per la colonna vertebrale – scoliosi, dorso curvo, atteggiamenti scoliotici – e per le patologie del piede come valgismo e varismo, perché intervenire precocemente evita problemi futuri». Ha aggiunto: «L’esperienza clinica, maturata in diversi ambiti della medicina, porta a un approccio integrato alla prevenzione». E ha precisato: «Portiamo avanti un protocollo insieme al Dott. Nadir Aodi, podologo, utilizzando l’esame baropodometrico per analizzare appoggio plantare e postura».

SALUTE GLOBALE E STILI DI VITA: I TRE PILASTRI

Aodi ha quindi ampliato il discorso: «Quando parliamo di salute globale dobbiamo ricordare che cibo sano, acqua pulita e ambiente sono tre pilastri fondamentali; se questi elementi non sono garantiti, non si riducono le patologie e aumentano le malattie infettive».

ORIENTAMENTO E FUTURO: RIDURRE L’ABBANDONO UNIVERSITARIO


Tornando agli studenti, ha sottolineato: «Non è vero che chi fa il liceo classico non può diventare medico, infermiere o fisioterapista: la scelta deve essere consapevole». Ha quindi evidenziato: «Oggi circa il 38% degli studenti abbandona l’università tra il primo e il secondo anno, spesso perché non è stato adeguatamente orientato, e per questo è fondamentale scegliere con convinzione, unendo passione e concretezza, così da ridurre l’abbandono».

GIOVANI, DIGITALE E CAMBIAMENTO SOCIALE


Infine ha richiamato i cambiamenti in atto: «Non tutti i figli seguono le professioni dei genitori e le scelte sono sempre più autonome; allo stesso tempo, l’uso eccessivo di Internet può creare problemi psicologici e fisici, tra cui tendinopatie e disturbi posturali, e serve quindi maggiore equilibrio». Ha aggiunto: «Solo tra l’8% e il 10% degli studenti del liceo classico prosegue in ambito umanistico, a dimostrazione di un sistema sempre più dinamico».
Aodi ha concluso riportando il discorso al giornalismo: «Per fare il giornalista bisogna studiare, leggere e documentarsi molto, perché il compito è trasmettere la notizia e non l’opinione personale: senza metodo, verifica e responsabilità non esiste informazione credibile».
Nel concludere, AMSI, UMEM, AISCNEWS e il Movimento Internazionale Uniti per Unire ribadiscono l’importanza di portare nelle scuole una cultura integrata tra informazione, salute e orientamento, come strumento concreto per formare cittadini più consapevoli e ridurre il disallineamento tra formazione e mondo del lavoro.

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