Iran. Mojtaba Khamenei ha riportato ferite gravi e deturpanti nel raid aereo che uccise suo padre

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AgenPress. La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, si sta ancora riprendendo dalle gravi ferite al viso e alle gambe riportate nel raid aereo che uccise suo padre all’inizio della guerra.
Il 56enne mantiene la lucidità mentale, partecipa a riunioni con alti funzionari tramite audio-conferenza ed è coinvolto nel processo decisionale su questioni importanti, tra cui la guerra e i negoziati con Washington.
La questione se le condizioni di salute di Khamenei gli consentano di guidare gli affari di stato si pone nel momento di maggiore pericolo per l’Iran da decenni, con l’apertura degli importanti colloqui di pace con gli Stati Uniti nella capitale pakistana Islamabad.
La posizione, le condizioni di salute e la capacità di governare di Khamenei rimangono in gran parte un mistero per l’opinione pubblica, dato che non sono state pubblicate foto, video o registrazioni audio che lo ritraggano dall’attacco aereo e dalla sua successiva nomina a successore del padre l’8 marzo.
Khamenei è stato ferito il 28 febbraio, il primo giorno della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, nell’attacco che ha ucciso suo padre l’ayatollah Ali Khamenei, che governava dal 1989. Tra gli altri membri della famiglia di Mojtaba Khamenei rimasti uccisi nell’attacco figurano la moglie, il cognato e la cognata.
Non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale da parte dell’Iran sull’entità delle ferite di Mojtaba Khamenei. Tuttavia, un giornalista della televisione di stato lo ha descritto come un “janbaz”, termine usato per indicare i feriti gravi in ​​guerra.
Le descrizioni delle ferite riportate da Khamenei coincidono con la dichiarazione rilasciata dal Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth il 13 marzo, quando affermò che Khamenei era “ferito e probabilmente sfigurato”.
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