AgenPress. È disponibile da oggi in preordine Appunti femministi, il nuovo saggio di Eleonora de Nardis Giansante, pubblicato da Bordeaux Edizioni. In libreria dal prossimo 15 giugno, è una raccolta organica e stratificata di scritti, capace di restituire la profondità e l’evoluzione di un pensiero femminista radicato nel presente storico. Il volume raccoglie una selezione di testi dell’autrice – sociologa, giornalista e attivista – ordinati secondo una scansione cronologica che supera il mero criterio editoriale per trasformarsi in un vero e proprio esercizio di coscienza del tempo. L’ordine temporale diventa infatti un dispositivo critico, attraverso cui è possibile osservare l’evoluzione del pensiero, le fratture, le continuità e le trasformazioni di uno sguardo politico costantemente in dialogo con la contemporaneità.

A tenere insieme i diversi contributi è un filo rosso dichiaratamente intersezionale, che attraversa analisi sociologiche, interventi giornalistici e riflessioni militanti. Genere, classe, razza, lavoro e potere si intrecciano in una lettura complessa del reale, in cui l’intersezionalità non è una semplice etichetta teorica, ma una pratica viva e necessaria per comprendere le connessioni strutturali tra le diverse forme di oppressione.
Elemento distintivo dell’opera è il forte investimento sull’autoascolto critico: l’autrice si pone come interprete consapevole del proprio percorso, esplicitando posizionamenti, limiti e trasformazioni. La riflessività diventa così una postura epistemologica, e la scrittura uno spazio di responsabilità, in cui il sapere si configura come inseparabile dall’esperienza vissuta.
Sullo sfondo – e spesso in primo piano – emerge con forza il legame tra femminismo e lotta di classe. I testi evidenziano come il conflitto di genere sia intrinsecamente connesso alle dinamiche economiche e materiali, e come ogni progetto emancipatorio non possa prescindere da un confronto critico con le disuguaglianze prodotte dal sistema capitalistico.
Appunti femministi si configura, nel suo insieme, come una mappa critica del tempo vissuto e pensato, nonché come un invito a leggere il femminismo non soltanto come pratica identitaria, ma come forza radicale di trasformazione sociale.
