AgenPress. A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi continua a far emergere nuovi interrogativi investigativi. Al centro dell’attenzione torna ora la posizione di Andrea Sempio, già finito sotto la lente degli inquirenti negli anni scorsi e oggi nuovamente oggetto di approfondimenti.
Secondo quanto emerge dalle nuove verifiche investigative, qualche ora dopo l’assassinio della giovane, nel pomeriggio del 13 agosto 2007, Sempio non sarebbe transitato casualmente in via Pascoli, a Garlasco, come lui stesso aveva raccontato agli investigatori. Nel verbale reso all’epoca, il giovane aveva spiegato di essere passato nella zona dopo aver notato “la presenza di un’ambulanza e diverse persone” nei pressi della villetta della famiglia Poggi.
Una ricostruzione che oggi gli investigatori starebbero rivalutando con attenzione. Gli accertamenti punterebbero infatti a chiarire se quel passaggio fosse davvero occasionale oppure se Sempio avesse motivi specifici per trovarsi in quella zona nelle ore immediatamente successive al delitto.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Pavia, si starebbe concentrando anche sulle attività digitali e sui rapporti personali dell’epoca. In particolare, gli investigatori avrebbero disposto una rogatoria internazionale verso gli Stati Uniti per acquisire dati e tracce riconducibili a Facebook, piattaforma che nel 2007 stava iniziando a diffondersi anche in Italia.
L’obiettivo sarebbe quello di recuperare eventuali messaggi, contatti o attività online utili a ricostruire relazioni, spostamenti e dinamiche temporali attorno ai protagonisti della vicenda. Un lavoro complesso, considerata la distanza temporale dai fatti e le difficoltà tecniche nel reperire dati informatici così datati.
Il delitto di Garlasco resta uno dei casi di cronaca nera più controversi e discussi d’Italia. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva nel 2015 Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima. Tuttavia, nel corso degli anni, nuove piste investigative e consulenze difensive hanno continuato ad alimentare dubbi e richieste di ulteriori approfondimenti.
Ora la Procura prova a riaprire alcuni tasselli rimasti in ombra, cercando di verificare se elementi finora considerati marginali possano assumere un significato diverso alla luce delle tecnologie investigative attuali e delle nuove analisi sui movimenti e sui contatti delle persone vicine alla vittima.
