Russia, la crisi dei carburanti si aggrava. Lunghe code alle alle stazioni di servizio

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AgenPress. La crisi dei carburanti, senza precedenti per la Russia, ha reso tangibili per i cittadini comuni le conseguenze dell’invasione dell’Ucraina. Gli attacchi delle forze armate di Kiev, in corso da mesi, provocano incendi nelle raffinerie e interruzioni nelle forniture in tutto il Paese. Alle stazioni di servizio si formano lunghe code, e con esse crescono malcontento e ansia.

In molte regioni è stato introdotto il razionamento dei carburanti; lungo le strade si snodano code di auto che durano ore. Sui social vengono pubblicati video in cui gli automobilisti si dicono scioccati e protestano per le pompe a secco e l’aumento dei prezzi.

La carenza ha raggiunto anche le regioni più remote della Russia, nelle quali non sono stati registrati attacchi di droni ucraini contro le raffinerie. La situazione ha costretto il presidente Vladimir Putin a una rara ammissione: ha riconosciuto che “gli attacchi contro le nostre infrastrutture, ovviamente, creano problemi” e che “ora osserviamo una certa carenza”. Putin insiste però sul fatto che, a suo dire, la mancanza di carburante non sarebbe critica.

Come segnala l’agenzia di stampa AP, a giugno il volume di greggio raffinato in carburante in Russia è diminuito del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, scendendo a 3,95 milioni di barili al giorno: il livello più basso da oltre vent’anni.

La produzione di benzina è calata del 17%, a 850mila barili al giorno (da 1,03 milioni un anno prima), ben al di sotto del fabbisogno del mercato interno. La Russia esporta comunque volumi relativamente contenuti di benzina

Secondo i calcoli della AP, da aprile sono stati registrati oltre 40 attacchi ucraini contro raffinerie, depositi di petrolio, terminal e altre installazioni dell’infrastruttura petrolifera in Russia e nella penisola di Crimea annessa.

I rappresentanti ufficiali di Kiev descrivono questi raid come una campagna mirata a costringere Mosca a fermare la guerra, colpendo la logistica militare e le linee di rifornimento e indebolendo la capacità dell’esercito russo di portare avanti operazioni offensive al fronte.

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