Gli exit poll della tv pubblica SVT indicano il blocco di centrosinistra al 51,3%, davanti alla coalizione di centrodestra. I Socialdemocratici sono il primo partito con il 28,4%. I Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson scendono al 17,2%, perdendo 3,3 punti rispetto alle precedenti elezioni.
AgenPress. La Svezia potrebbe prepararsi a una svolta politica. Alla chiusura delle urne, i primi exit poll diffusi dalla televisione pubblica SVT indicano infatti in vantaggio il centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson, con il 51,3% dei consensi, contro circa il 47% del blocco di centrodestra.
Un risultato che, se confermato dallo scrutinio, aprirebbe la strada al ritorno al governo di Andersson, già premier svedese tra il 2021 e il 2022. La leader socialdemocratica ha costruito la propria campagna attorno alla promessa di un cambio di direzione dopo quattro anni di governo della destra.
A trainare il risultato del centrosinistra sono i Socialdemocratici, che secondo l’exit poll di SVT si attestano al 28,4%, confermandosi la principale forza politica del Paese.
Il dato, tuttavia, non rappresenterebbe un’avanzata del partito in termini percentuali: rispetto alle precedenti elezioni, i Socialdemocratici registrerebbero infatti un risultato più contenuto. È soprattutto la distribuzione dei consensi all’interno dei due blocchi a modificare gli equilibri e a consegnare al centrosinistra un vantaggio complessivo.
Alle spalle dei Socialdemocratici si piazzano i Moderati del primo ministro uscente Ulf Kristersson, accreditati del 18,1%. Un dato particolarmente significativo perché ribalta le attese di una campagna elettorale nella quale i Democratici Svedesi erano indicati come la principale forza del campo conservatore.
La sorpresa più evidente arriva però dai Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson. Il partito nazionalista e di destra radicale si fermerebbe al 17,2%, circa 3,3 punti in meno rispetto alle precedenti elezioni.
Il dato è politicamente rilevante. Nel 2022 i Democratici Svedesi avevano ottenuto il 20,5%, diventando la seconda forza politica del Paese e assumendo un ruolo decisivo nel sostegno al governo conservatore. Questa volta, invece, gli exit poll li collocano al terzo posto, dietro i Moderati.
Per anni l’immigrazione, la criminalità e la sicurezza sono stati tra i principali terreni sui quali la destra radicale ha costruito il proprio consenso. Anche questa campagna elettorale è stata fortemente segnata da questi temi, insieme alle questioni economiche e al costo della vita.
Se le proiezioni saranno confermate, Magdalena Andersson potrebbe dunque tornare alla guida della Svezia. La sua eventuale vittoria segnerebbe il ritorno dei Socialdemocratici al governo dopo quattro anni di predominio del centrodestra.
Il passaggio non sarebbe però necessariamente semplice. In Svezia la formazione di una maggioranza parlamentare può richiedere accordi tra più forze politiche e il risultato dei singoli partiti sarà determinante per capire quale tipo di governo potrà nascere.
Il centrosinistra comprende Socialdemocratici, Partito della Sinistra, Verdi e Partito di Centro. Il loro 51,3% complessivo rappresenta quindi il dato più importante della serata, ma non equivale ancora a un risultato definitivo né chiude automaticamente la partita sulla futura composizione dell’esecutivo.
Gli exit poll non sono ancora il risultato elettorale ufficiale. Lo scrutinio potrebbe modificare gli equilibri, soprattutto in una consultazione nella quale la distanza tra i due grandi schieramenti non è enorme.
Ma il primo segnale arrivato dalle urne è chiaro: il centrosinistra di Magdalena Andersson è davanti e la destra radicale di Åkesson arretra.
Se il dato sarà confermato, la Svezia potrebbe così diventare uno dei Paesi europei nei quali la crescita della destra populista incontra una battuta d’arresto, mentre i Socialdemocratici tornano a proporsi come forza centrale della politica nazionale. Per l’Europa, e per il dibattito sul rapporto tra destra tradizionale ed estrema destra, sarebbe un risultato di grande interesse.
