Kaja Kallas: “La Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazia”

- Advertisement -
- Advertisement -

AgenPress. L’Unione europea alza il livello di attenzione sulle minacce ibride provenienti dalla Russia. «Dobbiamo restare vigili perché dalle nostre informazioni di intelligence emerge che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazie», ha dichiarato oggi settembre l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, prima della riunione del Consiglio Ue Difesa.

Secondo Kallas, l’obiettivo delle operazioni sarebbe quello di dividere e intimidire le società europee e, allo stesso tempo, scoraggiare i governi dal proseguire il sostegno all’Ucraina. «È qualcosa che Mosca ha in mente», ha aggiunto la rappresentante europea.

L’allarme arriva dopo settimane nelle quali le istituzioni europee hanno intensificato le denunce di attività russe considerate parte di una più ampia strategia di guerra ibrida. A metà settembre, intervenendo al Parlamento europeo, Kallas aveva parlato di un aumento degli attacchi ibridi contro gli Stati membri, citando tra gli altri episodi di droni, cyberattacchi e azioni contro infrastrutture.

Il termine «guerra ibrida» viene utilizzato dalle istituzioni europee per descrivere un insieme di attività che possono affiancare le operazioni militari convenzionali: sabotaggi, attacchi informatici, interferenze informative, operazioni clandestine e pressioni sulle infrastrutture.

In un intervento del 15 settembre, Kallas aveva sostenuto che le modalità d’azione russe variano a seconda del Paese preso di mira: in alcuni casi riguarderebbero lo spazio informativo e le divisioni sociali, mentre in altri sarebbero coinvolte infrastrutture militari, trasporti e infrastrutture critiche. L’Ue ha quindi sottolineato l’importanza della cooperazione tra i servizi di intelligence degli Stati membri.

Pochi giorni prima dell’intervento di oggi, Kallas aveva inoltre affermato che l’Europa sta assistendo a una rapida crescita degli attacchi di sabotaggio e delle violazioni dello spazio aereo, sostenendo che Mosca starebbe cercando di esercitare pressione sui Paesi europei affinché riducano il loro sostegno a Kiev.

L’allarme sui possibili sabotaggi si inserisce direttamente nel confronto sul futuro del sostegno europeo all’Ucraina.

Prima del Consiglio Difesa, Kallas ha rinnovato l’appello agli Stati membri affinché mettano a disposizione di Kiev sistemi di difesa aerea già presenti nelle loro scorte. «L’Ucraina ha urgente bisogno di difesa aerea», ha affermato, invitando i Paesi che dispongono di tali sistemi a valutare la possibilità di fornirli.

Il tema della protezione delle infrastrutture e quello del sostegno militare a Kiev sono dunque strettamente collegati nella strategia europea delineata da Kallas: da una parte la necessità di rafforzare la resilienza interna, dall’altra quella di mantenere il sostegno all’Ucraina.

Nel corso delle sue dichiarazioni, Kallas ha affrontato anche il tema delle sanzioni europee. Ha definito «deplorevole» la rimozione dalla lista delle misure restrittive di Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, aggiungendo però che 2.998 persone rimarranno sottoposte alle sanzioni per tre anni.

Il tema delle sanzioni si inserisce nella più ampia strategia europea di pressione sulla Russia. In precedenti dichiarazioni, Kallas aveva indicato tra gli strumenti da rafforzare le misure contro la cosiddetta «shadow fleet» russa e contro il complesso industriale-militare di Mosca.

La riunione dei ministri della Difesa non riguarda però soltanto Russia e Ucraina. Kallas ha indicato tra i dossier all’ordine del giorno anche la situazione in Medio Oriente e le operazioni navali europee nella regione.

Particolare attenzione è rivolta all’operazione Aspides, la missione dell’Ue per la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso. Secondo Kallas, sono necessarie ulteriori unità navali, comprese navi capaci di scortare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Bab el-Mandeb.

L’avvertimento sui possibili nuovi sabotaggi rappresenta quindi un ulteriore elemento del quadro di sicurezza con cui l’Europa si confronta mentre la guerra in Ucraina prosegue.

Per ora, nelle dichiarazioni pubbliche di Kallas, non sono stati indicati né gli obiettivi né la natura degli eventuali nuovi atti di sabotaggio. L’allarme si basa, secondo quanto riferito dall’Alto rappresentante, sulle informazioni di intelligence disponibili agli Stati europei. Le autorità dell’Ue continuano parallelamente a chiedere maggiore condivisione delle informazioni e rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche.

Il messaggio di Bruxelles è dunque soprattutto un invito alla vigilanza: secondo Kallas, la sfida non riguarda soltanto il campo di battaglia in Ucraina, ma anche la capacità delle società europee di proteggere infrastrutture, processi democratici e coesione interna dalle attività che l’Ue attribuisce alla strategia ibrida russa.

- Advertisement -

Potrebbe Interessarti

- Advertisement -

Ultime Notizie

- Advertisement -