Il presidente ucraino denuncia l’intensificazione degli attacchi contro Kyiv e sostiene che l’obiettivo russo sia paralizzare la vita della città. Nel mirino, secondo Zelensky, anche scuole, ospedali e infrastrutture civili. E avverte: l’escalation potrebbe aumentare in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
AgenPress. La guerra torna a concentrarsi con particolare intensità sulla capitale ucraina. In un’intervista pubblicata il 2 ottobre da El País, il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di voler spingere la popolazione di Kyiv ad abbandonare la città attraverso una crescente campagna di attacchi.
Secondo Zelensky, la strategia non sarebbe limitata alla distruzione di infrastrutture militari. «Vogliono che gli ucraini, e soprattutto gli abitanti della capitale, lascino la capitale», ha affermato il presidente, sostenendo che un obiettivo analogo fosse già presente nei piani russi all’inizio dell’invasione su larga scala del 2022.
Nell’intervista, Zelensky descrive una situazione in cui gli attacchi incidono direttamente sulla vita quotidiana della popolazione. Il presidente sostiene che Kyiv sia sottoposta a centinaia di attacchi russi al giorno e che molti di questi colpiscano obiettivi che, secondo la sua versione, non si trovano sulla linea del fronte e non hanno una funzione militare.
L’obiettivo, afferma Zelensky, sarebbe quello di «paralizzare» la capitale: impedire alle persone di andare al lavoro e rendere più difficile per i bambini frequentare scuole e asili.
La denuncia arriva mentre la Russia ha intensificato gli attacchi aerei contro Kyiv e altre regioni ucraine. Il 30 settembre un’importante offensiva ha colpito anche infrastrutture energetiche nell’area della capitale, provocando vittime e interruzioni dell’elettricità. Reuters ha riferito di un attacco composto da centinaia di droni e missili, con danni alle infrastrutture e ripercussioni anche sui trasporti e sui servizi essenziali.
Zelensky collega la situazione attuale ai primi mesi dell’invasione russa. A suo giudizio, Mosca avrebbe cercato allora di provocare l’esodo degli abitanti di Kyiv per trasmettere un messaggio politico: se la capitale fosse caduta o fosse rimasta svuotata, sarebbe stato possibile mettere in discussione la stessa capacità dello Stato ucraino di resistere.
Il presidente ucraino respinge questa impostazione e sottolinea che l’Ucraina non coincide con la propria capitale. Kyiv, afferma, «rimane forte».
La capitale, tuttavia, continua a essere sottoposta a una pressione militare significativa. Nelle ultime settimane Kyiv ha subito un numero crescente di allerte aeree, mentre i nuovi droni a reazione e i missili balistici stanno mettendo sotto pressione le difese ucraine. Gli attacchi hanno avuto conseguenze anche sulla normale attività scolastica e universitaria.
Nella sua intervista, Zelensky lega inoltre l’intensificazione della guerra alla politica interna degli Stati Uniti. Il presidente ucraino prevede che Vladimir Putin possa aumentare ulteriormente la pressione militare in vista delle elezioni di metà mandato americane, previste per il 3 novembre 2026.
Secondo la lettura di Zelensky, il Cremlino cercherebbe di dimostrare la propria capacità di escalation e di inviare un messaggio soprattutto a Washington. Il presidente ucraino sostiene che questa strategia potrebbe tradursi in una nuova intensificazione degli attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili.
Si tratta, va precisato, della valutazione espressa dal presidente ucraino: l’intenzione strategica attribuita a Mosca non costituisce di per sé un fatto indipendentemente verificato. La Russia, da parte sua, sostiene di prendere di mira infrastrutture legate alle capacità militari ucraine, mentre gli attacchi hanno provocato anche danni a edifici residenziali e vittime civili.
Il punto centrale dell’allarme lanciato da Zelensky riguarda quindi non soltanto la distruzione materiale, ma la possibilità che gli attacchi rendano progressivamente impossibile la normale vita nella capitale.
Scuole, ospedali, trasporti, energia e altri servizi essenziali diventano elementi strategici in una guerra nella quale la pressione sulla popolazione civile può avere conseguenze che vanno oltre il singolo bombardamento.
Per Kyiv, la sfida è mantenere operative le istituzioni e i servizi della città mentre la Russia aumenta la pressione aerea. Per Zelensky, impedire che la capitale venga svuotata significa anche dimostrare che la capacità di resistenza dell’Ucraina non dipende dalla sola sopravvivenza fisica di Kyiv.
L’avvertimento del presidente ucraino arriva dunque in una fase delicata della guerra: gli attacchi contro la capitale si intensificano, la difesa aerea resta sottoposta a forte pressione e, secondo la valutazione di Zelensky, nei prossimi mesi Mosca potrebbe cercare di sfruttare anche il calendario politico americano per aumentare ulteriormente l’escalation.
