AgenPress. La Lettonia sembra destinata a mantenere una linea fortemente orientata al sostegno dell’Ucraina. Alle elezioni parlamentari del 3 ottobre, la Lista Unita (United List) del primo ministro Andris Kulbergs ha ottenuto il risultato più alto, rafforzando la posizione del premier nelle trattative per la formazione del prossimo governo.
Con il 97% dei voti scrutinati, la formazione centrista si attesta al 35,3%, conquistando 42 dei 100 seggi della Saeima, secondo i risultati riportati da Reuters. Si tratta del risultato più ampio ottenuto da un partito in Lettonia dalla restaurazione dell’indipendenza nel 1991.
Il risultato, tuttavia, non equivale a una maggioranza autonoma. Kulbergs dovrà infatti trovare partner per costruire una coalizione. Tra le possibilità figurano l’Alleanza Nazionale, formazione nazionalista, e i Progressisti, partito liberal-socialdemocratico ed europeista.
La politica estera e soprattutto la sicurezza hanno avuto un peso rilevante nella campagna elettorale. La Lettonia, membro della NATO e dell’Unione europea, confina con Russia e Bielorussia e considera Mosca una delle principali minacce alla propria sicurezza.
Kulbergs, entrato in carica nel maggio 2026 dopo il crollo della precedente coalizione, ha costruito la propria campagna anche sulla necessità di rafforzare la difesa nazionale e mantenere il sostegno a Kiev. Il premier ha sostenuto l’obiettivo di destinare il 5% del Pil alla difesa e ha mantenuto una posizione critica nei confronti della Russia.
La guerra ha inoltre avuto conseguenze dirette sul dibattito interno lettone. Negli ultimi anni diversi episodi legati alla guerra, comprese incursioni di droni nello spazio aereo nazionale, hanno alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza del Paese. Le autorità hanno anche rafforzato le misure contro possibili campagne di disinformazione e interferenze russe.
Il voto ha comunque mostrato la presenza di un elettorato sensibile a posizioni differenti sulla guerra e sui rapporti con Mosca.
Latvia First, formazione populista guidata da Ainars Šlesers, ha raccolto una quota significativa dei consensi, mentre Sovereign Power, partito che si oppone agli aiuti militari all’Ucraina, ha ottenuto un risultato importante. Le due formazioni hanno beneficiato in particolare del dibattito sul costo della vita e del consenso di parte dell’elettorato russofono.
La questione economica è infatti stata l’altra grande componente della campagna. Inflazione e costo della vita, salari, servizi sanitari e declino demografico figurano tra le principali preoccupazioni degli elettori. La Lettonia rimane il meno ricco dei tre Stati baltici e negli ultimi anni ha contemporaneamente aumentato in modo significativo la spesa per la difesa.
La vittoria elettorale della Lista Unita non chiude dunque la partita politica. Con 42 seggi, Kulbergs ha bisogno di alleati per raggiungere la maggioranza parlamentare.
Il premier ha escluso una collaborazione con Latvia First, mentre le trattative con le altre forze politiche potrebbero determinare la composizione e l’indirizzo del nuovo esecutivo. L’ipotesi di fondo resta quella di una coalizione composta da partiti favorevoli alla permanenza della Lettonia nell’orbita euro-atlantica e al proseguimento del sostegno all’Ucraina.
Il voto lettone indica quindi una continuità sul piano strategico, ma anche un Parlamento nel quale le questioni economiche e sociali hanno acquisito un peso crescente. Per Kulbergs, il successo elettorale rappresenta soprattutto il punto di partenza di una nuova fase: trasformare il risultato della Lista Unita in una maggioranza parlamentare stabile.
